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Webster.it“Vivevano ridendo, marciavano danzando, disprezzavano l’indomani. Facevano tabula rasa dell’avvenire”. Parliamo di viandanti, semplici via-andanti. Parliamo di gente che ha l’anima vagabonda e ride delle case che crollano.
Sylvain Tesson ci prende per mano, moderno spazzacamino accompagna i nostri occhi su vedute che abbiamo sempre a portata di mano eppure rimangono muri inaccessibili, palazzi silenziosi: il palcoscenico delle nostre città.
Tesson è del 1972 ed è un camminatore. Attraversa il mondo armato dei suoi passi, oltrepassa foreste, steppe, deserti, sempre alla ricerca del passo dopo. Viaggia attraverso spazi e deserti, suona un flauto nero e scrive su un quaderno di carta di riso.
“Piccolo trattato sull’immensità del mondo”, edizioni Guanda, è un libriccino da gustare anche tra una fermata e l’altra del metrò, quando la gente spinge e punta i gomiti nel vostro fianco, vi schiaccia i piedi con le buste della spesa.
Con Tesson finalmente un autore giovane che ci porta sull’onda dei pensieri con un linguaggio fine, parole ben costruite come chicci di riso lucidato.
Lo stile è veloce, umorista e dal sapore lievemente antico, si gusta con calma. Intoccabili vagabondi urbani chissà, persino un sorriso potrebbe comparire sulle vostre bocche di solito inasprite dalla velocità.
Sylvain Tesson, moderno Wanderer, novello Knulp, è stato scalatore di alberi e cattedrali.
Marinaio dell’aria, con un’aria da simpatico cospiratore, ci spiega in un soffio segreto l’equazione costruttiva alla base delle cattedrali, le geometrie di pietra, le visioni gotiche.
“Aprire gli occhi è un antidoto contro la diperazione’” dice. E se è un giornata grigia e l’ufficio vi aspetta, forse potete iniziare guardare il cielo tra i tetti e immaginare angoli di un tessuto metropolitano ancora inesplorato.


Originario della zona intermedia tra il Sahara e l’Africa Nera, questo prodotto è parte della storia e della cultura delle popolazioni locali. E caratterizza la sopravvivenza di molti villaggi.

Viaggio alla scoperta delle “contraddizioni” climatiche della parte settentrionale del continente africano, dove il miraggio di oasi in mezzo al deserto incontra il mito di una catena montuosa dal nome mitologico.

Deserto del Sahara Occidentale. Due litiganti. Lotta per il possesso di uno dei territori più impervi del mondo. Un referendum che latita da più di dieci anni.