
laFeltrinelli.it
Webster.itContinuano visioni di nazionalismo, con memorie di gloria ed esaltazione di eroismo violento accanto, non da vili, una sinfonia per la pace da anni e anni di vita militare, non scelta, e pur vissuta con dignità e a schiena dritta.
Escono spesso memorie che sono timbro di memorie già scritte e conosciute, ma anche novità di animi limpidi che non vogliono fondersi nel magma di un nazionalismo stancamente echeggiato, perché comodo e ripreso a fini di propaganda maligna. Achille Zorzin (1913-1976), di Romans d’Isonzo e poi di Versa (GO), era di origini italiche, provenendo la sua famiglia dal Cividalese.
Con l’Austria, gli avi avevano fatto la grande guerra, e con la nuova patria, l’Italia, arrivata dopo l’annessione del 1921, ci avevano perso la macelleria, finendo economicamente rasoterra.
Ancora peggio gli andò più tardi: totale, dieci anni di guerre, su un totale di 63 di vita, dalla Balcania all’Africa.
Fame nera in famiglia (nelle memorie lo scrisse in lettere maiuscole per rafforzare l’immagine), lo rodeva il tarlo di lasciare qualcosa che gridasse la sua avversione alla assurdità della guerra. Dichiarò che con la sua quarta elementare temeva di essere inadeguato.
Ma la sua scrittura tachigrafica rende con efficacia tutto l’orrore. Soprattutto la parte riguardante l’Abissinia è di una sconvolgente novità. Sì, in tempi recenti ne hanno scritto personaggi famosi, ma nel 1974 aveva scritto lui!
Parla di Abissini impiccati come passeri agli alberi, e di vecchi donne e bambini bruciati vivi. E documenta, fotograficamente, con la sua Ferrania, una sequenza di fucilazione di Abissini “ribelli” dopo un processo sommario.
Ne è uscito un libro agile e incisivo, con tocchi di poesia e di dramma popolare, e soprattutto di verità a lungo occultate sotto le immagini dei bravi Italiani fabbricatori di strade e fari di civiltà.
Il soldato Achille non ha voluto tacere!


Viaggio a nord del lago Tana, nell’antica capitale imperiale d’Etiopia, tra veriegati stili architettonici e culti, dove resistono le vestigia di un florido e movimentato impero africano.

Nel sud-est asiatico, c’è una piccola nazione speciale che chiunque abbia potuto visitarla, la ricorda con piacere ed affetto. Un paese che sa conquistare l’anima dei viaggiatori.

Il cuore del corno d’Africa cela un antico segreto, una città sacra dell’Etiopia settentrionale scavata nella roccia rossa. Undici chiese rupestri che sorgono dalle viscere della terra.