
laFeltrinelli.it
Webster.itQualcuno ha detto che la destinazione non è un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose. Diane Johnson, autrice di un libro dal titolo “Itinerari stupefacenti”, scrive che il viaggio, più di ogni altra cosa, ci rivela a noi stessi.
Ogni scoperta muta sguardi e orizzonti. Li avvicina. Li allarga. Rende il mondo più chiaro. Ed ecco che il percorso diventa stupefacente perché svela impensabili e meravigliose verità. Diane Johnson confessa di essere stata una bambina della prateria. Quel cuore nomade è rimasto nel suo corpo di donna.
Una vita caratterizzata da un continuo viaggiare alla ricerca di piccoli e apparentemente insignificanti particolari, quella della Johnson. «… Ho voluto attraversare i mari per vedere frutteti e castelli sull’altra sponda, anche se ho trovato spiacevole il mezzo per arrivarci, l’aeroplano» dichiara la scrittrice.
I viaggi hanno cominciato a cambiarla già a diciannove anni, quando sposò il primo marito perché egli «doveva andare in California». Lui, infatti, medico, era costretto a girare il mondo a causa di convegni e congressi.
Costante punto di riferimento, metro di paragone, l’America, il paese di questa curiosa globetrotter: «…noi americani attiriamo emozioni come parafulmini».
Itinerari stupefacenti raccoglie dieci esperienze di viaggio dell’autrice, che trasforma i suoi percorsi in itinerari di carta, fatti di parole essenziali ma dense di sensazioni vissute. Storie di una viaggiatrice che confessa le sue paure di fronte alla diversità, alla novità; che narra della sua riluttanza per medici grassi e mogli ingioiellate.
Che mostra la sua cupidigia davanti ad una pianta d’orchidea, strappata da un ignoto durante la notte… e penserà che «un’altra creatura vivente è stata violentata». Poi ne raccoglierà due rametti e li nasconderà nella borsa per portarli con sé come ultimo atto della sua cattiveria.
E viaggerà ancora per scoprire, alla fine, che «i viaggi per il mondo spingono alla più profonda misantropia: la gente ammazza altra gente e le creature innocenti, abbatte alberi e brucia l’ erba».


Kim’s video, la mecca per ogni appassionato americano di film introvabili dopo venti anni chiude i battenti. A raccogliere la sua eredità ci pensa il paese siciliano. Una storia tutta di passione.

Cento anni fa nasceva una delle più importanti riviste letterarie d’Italia. Storia di chi voleva cambiare la nazione sul filo della carta stampata. Puro concentrato d’avanguardia.

Viaggiatore del mondo. Testimone attento e meticoloso ha saputo rendere con le sue parole l’essenza vera e intima di cosa ha visto e vissuto.