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10.11.2008

Gli itinerari stupefacenti

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Itinerari stupefacenti. Racconti di una viaggiatrice
Autore: Diane Johnson
Editore: Feltrinelli Traveller
Anno: 2008
Prezzo: € € 12,91
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Qualcuno ha detto che la destinazione non è un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose. Diane Johnson, autrice di un libro dal titolo “Itinerari stupefacenti”, scrive che il viaggio, più di ogni altra cosa, ci rivela a noi stessi.

Ogni scoperta muta sguardi e orizzonti. Li avvicina. Li allarga. Rende il mondo più chiaro. Ed ecco che il percorso diventa stupefacente perché svela impensabili e meravigliose verità. Diane Johnson confessa di essere stata una bambina della prateria. Quel cuore nomade è rimasto nel suo corpo di donna.

Una vita caratterizzata da un continuo viaggiare alla ricerca di piccoli e apparentemente insignificanti particolari, quella della Johnson. «… Ho voluto attraversare i mari per vedere frutteti e castelli sull’altra sponda, anche se ho trovato spiacevole il mezzo per arrivarci, l’aeroplano» dichiara la scrittrice.

I viaggi hanno cominciato a cambiarla già a diciannove anni, quando sposò il primo marito perché egli «doveva andare in California». Lui, infatti, medico, era costretto a girare il mondo a causa di convegni e congressi.

Costante punto di riferimento, metro di paragone, l’America, il paese di questa curiosa globetrotter: «…noi americani attiriamo emozioni come parafulmini».

Itinerari stupefacenti raccoglie dieci esperienze di viaggio dell’autrice, che trasforma i suoi percorsi in itinerari di carta, fatti di parole essenziali ma dense di sensazioni vissute. Storie di una viaggiatrice che confessa le sue paure di fronte alla diversità, alla novità; che narra della sua riluttanza per medici grassi e mogli ingioiellate.

Che mostra la sua cupidigia davanti ad una pianta d’orchidea, strappata da un ignoto durante la notte… e penserà che «un’altra creatura vivente è stata violentata». Poi ne raccoglierà due rametti e li nasconderà nella borsa per portarli con sé come ultimo atto della sua cattiveria.

E viaggerà ancora per scoprire, alla fine, che «i viaggi per il mondo spingono alla più profonda misantropia: la gente ammazza altra gente e le creature innocenti, abbatte alberi e brucia l’ erba».

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