
laFeltrinelli.it
Webster.itLa prima edizione risale al 1958, l’ultima al 2009. Ci sarà un motivo? Giusto? Certo è che un libro così lo dovrebbero leggere tutti almeno una volta nella vita. È adatto a grandi e piccini, a chi sta per volare in India, a chi pensa di andarci, a chi aspira a una vita più pura e più vera.
Le parole del Mahatma Gandhi (1869 – 1948) restano impresse nella mente del lettore, che ha la possibilità di leggere il testo anche partendo dalla fine, saltando da un pagina all’altra, partendo dal capitolo che preferisce.
Infatti, ci sono poco più di duecento pagine divise in 12 capitoli, che non seguono un ordine cronologico o una vicenda, ma un argomento specifico (pace, miseria, donne, educazione), e in ciascuno sono riportate frasi, pensieri, commenti, aforismi tratti dalla sua vita.
Gandhi ci ha lasciato una grande eredità letteraria fatta di tante frasi su cui riflettere. Attualissime ancora oggi, applicabili al quotidiano. Quelle che seguono sono alcune parti tratte dal libro, impostate come un dialogo surreale tra lettore e il Mahatma.
Chi è Gandhi?
“Un cercatore di verità”.
Non era un avvocato?
“Non ricorrevo mai alla menzogna nella mia professione. Quand’ero studente avevo sentito dire che il mestiere d’avvocato era una professione di bugiardi, ma la cosa non ebbe influenza su di me perché non avevo bisogno di guadagnarmi posizione o denaro, mentendo…”.
Era vegetariano?
“Cominciai con una dieta di frutta, arrivai poi a considerare più importante il digiuno o il prendere un pasto al giorno nei giorni festivi…”.
Era anche un giornalista?
“Fin dal primo mese di Indian opinion (giornale fondato da Gandhi in sud Africa n.d.r.), mi resi conto che servire, dovrebbe essere l’unico scopo del giornalista. La stampa è una grande forza, ma, come un torrente d’acqua che non sia tenuto a freno sommerge intere regioni, così una penna incontrollata non serve che a distruggere”.
Unico consiglio: leggere prima su internet la sua vita in breve, per capire in quali paesi ha viaggiato e quale periodo storico stesse vivendo, oltre a un’occhiata alla cartina dell’India per rendersi conto delle distanze che ricopriva a piedi.


Comunità private crescono. Ovunque nel mondo. Comunità dotate d’ogni comfort utile per non dipendere dall’esterno, da quella realtà inquietante che non si vorrebbe mai vedere.

Seconda parte del percorso fatto di colori e leggerezza, alla scoperta di una penisola poco conosciuta: da nord a sud inseguendo le farfalle, la loro mutevolezza, la loro vitalità.

Mark Boyle, ex businessman convertito alla “freeconomy”, è partito da Bristol, secondo centro finanziario britannico, per raggiungere da solo e a piedi la città in cui quasi centoquaranta anni fa nacque Gandhi.