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31.07.2008

Fabienne Verdier, passeggera del silenzio

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DETTAGLI DEL LIBRO

Titolo: Passeggera del silenzio
Autore: Fabienne Verdier
Editore: Ponte alle Grazie
Anno: 2004
Prezzo: € 15,00
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Un foglio bianco. Una penna d’oca. Inchiostro.

La scrittura, in passato, era un vero e proprio rito. Un’elegante e faticosa arte magica. Protetta. Venerata.

Una lettera miniata costava all’amanuense giornate e giornate di lavoro. Gratuite. Perché scrivere era anche considerata un’opera pia.

Oggi tutto è diverso. Standardizzato. Raramente si scrive a mano. Il computer ha sostituito foglio, penna, inchiostro.

Eppure scrivere a mano facilita l’ispirazione. I pensieri diventano fluidi e scorrono sulla pagina senza alcun ostacolo, senza alcun muro da abbattere.

La tecnologia spersonalizza. Omologa. Non esiste più calligrafia. O meglio, esiste. Ma è uguale per tutti. Né bella. Né brutta. Neutra. Fredda. Incolore. E questo uccide la bellezza di un’arte che ha secoli e secoli di storia.

Fabienne Verdier, allieva dell’accademia d’arte di Tolosa, agli inizi degli anni ottanta vince una borsa di studio e parte per la regione del Sichuan (Cina meridionale).

In lei uno smisurato desiderio di scoperta. Un’agghiacciante ed intensa voglia di apprendere i segreti della calligrafia cinese, arte antichissima e misteriosa.

Emarginazione, solitudine e condizioni di vita durissime sono il prezzo che Fabienne deve pagare per andare al cuore delle cose, per toccare la loro più intima essenza.

Ma la sua esperienza è fatta anche di incontri, di viaggi in luoghi sconosciuti, di piacevoli ed emozionanti sorprese.

La calligrafia cinese racchiude un’impalpabile e silenziosa armonia della natura. Essa è contemplazione. È quella taciturna quiete che ha portato la giovane donna lontana dal suo paese.

Il coraggio del rischio. Quando una cultura diversa può mettere in discussione un’intera mentalità, quella dell’Occidente centro del mondo. Quella che crede di poter additare

l’ “altro” come inferiore e, quindi, come nemico.

Fabienne Verdier raccoglie le memorie di questo viaggio in un libro, Passeggera del silenzio (Tea 2008).

Moglie e madre, attualmente vive in una casa di campagna nei pressi di Parigi.

Da dove continua a sognare l’Oriente.

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4 commenti a “Fabienne Verdier, passeggera del silenzio”

  • federico alle ore 8:31 pm scrive:

    Grazie per aver scritto “passeggera del silenzio-10 anni di iniziazione”.

  • Anna Maria alle ore 5:57 pm scrive:

    Grazie a te, Federico, per aver letto la recensione. Anna Maria

  • caterina alle ore 3:29 pm scrive:

    Qualcuno afferma che la contemplazione è la visione del mondo in stato di grazia.
    Le conquiste personali hanno spesso un prezzo che chi le persegue è sempre disposto a pagare.
    L’aricolo, oltre ad essere affascinante, è veirissimo. La calligrafia è arte.
    Grazie
    caterina

  • Anna Maria alle ore 7:53 pm scrive:

    Cara caterina,
    scrivere è esprimere ciò che si è e ciò che si sente. Scrivere è lasciarsi andare ai pensieri, trascrivendoli sulla carta così come vengono. Foglio e penna. Il tratto della scrittura cambia a seconda dell’umore. Della giornata. Anche a seconda della persona a cui si scrive. Ecco perchè la calligrafia è arte. Perchè è segreto che si rivela. Grazie, caterina, per l’attenzione dedicata alla recensione. A presto. Anna maria

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