
laFeltrinelli.it
Webster.itStromboli è rossa come i lapilli. Panarea è bianca come le case. Filicudi è blu come il mare che la circonda. Salina è verde come i vigneti. Vulcano è gialla come lo zolfo. Lipari è nera come l’ossidiana. Alicudi è marrone come i suoi muli.
Rileggo l’indice per cercare, in quei colori, le sfumature sbiadite dai mesi trascorsi. E torno indietro nel tempo, a quasi un anno fa, quando il mare mi ha portata, per un giorno, fuori dal mondo. Le parole dipingono immagini fotografiche. Svegliano flash assopiti nei ricordi. Non credevo di rivederle nelle pagine di un libro.
È la magia della scrittura, capace di trasportare innumerevoli passeggeri da un capo all’altro del mondo. Il viaggio costa pazienza, attenzione, immedesimazione. Pochi attimi e ti ritrovi lì, circondata da una distesa azzurra e cristallina, a decidere quale dei sette luoghi dello spirito visitare per primo.
Sono le isole Eolie raccontate da Francesco Longo nel suo libro “Il mare di pietra”. Una dichiarazione d’amore verso queste gemme del Tirreno. Vive nel respiro marino che instancabilmente le culla. D’estate, quando la voce corale dei turisti rende il paesaggio giovane, vivace e dinamico. D’inverno, quando il silenzio di una temporanea solitudine restituisce a questi luoghi il battito regolare di un cuore adulto.
“Se mai decideste di visitarle, uscite di casa all’alba e tornate in piena notte, percorretele tutto il giorno a piedi, senza fermarvi. Passate una notte all’aperto. E soprattutto cambiate isola di continuo, spostatevi quanto più potete. Perchè le Eolie sono sette e per sentire il loro racconto completo bisogna visitarle tutte e tornare e ritornare anche dove si è già stati”.
Un invito, quello di Longo, che può essere interpretato anche come sfida e scommessa. Ritornare nei luoghi già visitati e riuscire a stupirsi ancora non è semplice per chi si ferma a ciò che appare immediato e visibile. Il segreto non è andare lontano. Il segreto è solo andare oltre.


Viaggio tra i vapori sulfurei maremmani, con Lo scroscio delle cascate all’approssimarsi delle acque termali, calde e vaporose. Immerso nella magia del bosco che cinge questo luogo fuori dal tempo dove è facile perdersi e dimenticare, per qualche ora, il mondo da dove veniamo.

Nel Parco Regionale della Maremma, a ridosso di Marina di Alberese (Gr), inizia uno dei sette percorsi dell’area regionale protetta. Seguendo le ultime tracce del secondo fiume più lungo della Toscana, fino a gettarsi nel Mar Tirreno.

Viaggio nella Toscana di tremila anni fa. Tra tombe a tumulo, a edicola e sarcofago. Una civiltà sviluppatissima che già maneggiava con disinvoltura ferro e bronzo.