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Webster.itL’unica cosa di cui ero certa era che avevo bisogno di una vita lontano da Londra…
È questo che spinge Louisa Waugh a partire, ad inseguire il volo degli uccelli. È questo il motivo per cui, spesso, vorremmo lasciare tutto e andare. Sentiamo che il posto in cui viviamo è troppo piccolo per contenere i nostri sogni. Il desiderio di libertà non ha bisogno di confini. Insegue la linea dell’orizzonte senza mai toccarla.
Louisa Waugh intitola il suo libro Dove volano gli uccelli.
Nel 1993 Louisa sta per lasciare Londra per andare ad insegnare in Honduras (America Latina). Poco prima della partenza Georgia, un’amica con cui la donna avrebbe dovuto condividere l’esperienza, rinuncia al lavoro perché il suo matrimonio è in crisi.
Louisa, così, deve annullare il contratto dal momento che la scuola vuole due insegnanti d’inglese e nessuno è disposto a partire con lei.
A Londra da tre anni, l’autrice non fa che parlare del suo desiderio di viaggiare e di conoscere.
Non si scoraggia e, chiusa nella sua stanza, comincia a studiare una carta del mondo tutta stropicciata: «A un certo punto capii che dovevo andare a tutti i costi da qualche parte, non per qualcun altro, ma unicamente per me stessa. Pensai che la cosa peggiore che potesse succedermi sarebbe stata svegliarmi dopo un anno, o dopo cinque, e trovarmi ancora a Londra, ancora incatenata allo stesso lavoro, ancora a parlare di viaggi».
La paura più di restare che di partire. Louisa decide che la meta sarebbe stata un villaggio della Mongolia, Tsengel, termina che significa “felicità”. Una felicità fatta di semplicità, perché il villaggio è privo di corrente elettrica, povero, freddo. Qui la vita e la morte sono quasi la stessa cosa. Eppure a Tsengel l’autrice trova quello che da tempo cercava.
La donna trascorre un anno in Mongolia. E racconta in questo libro le sue emozioni e le sue tante paure.
Partii e piansi per metà del viaggio, fino a Mosca.


Scoprire la capitale britannica attraverso le sue strade stressate di smog e traffico a bordo delle macchine simbolo degli Anni 60. Un viaggio nel passato dell’Inghilterra per un sogno che continua.

A bordo del G-Vong per attraversare il cielo della capitale britannica e ammirarne dall’alto le sue bellezze architettoniche lungo le sponde del Tamigi. Flusso eterno di meraviglia e stupore.

Dal cuore dell’India a Brescia a bordo di moto e auto leggendarie: cosa non si è disposti a fare per sostenere un progetto sulla scolarizzazione infantile, senza rinunciare al gusto dell’avventura.