
laFeltrinelli.it
Webster.itQuello di Ettore Mo ne I dimenticati è la raccolta di diverse esperienze frutto di decenni di professione. In giro per il mondo a raccontar storie, perché “il giornalismo si fa con la suola delle scarpe”.
Dalla Nigeria al Vietnam, dal Bangladesh alla Calabria, Ettore Mo ci racconta le incredibili peripezie di alcuni cittadini del mondo, messi “ai margini della globalizzazione”.
Perché c’è chi, come in Mali, lavora diciassette ore filate nell’ambiente insalubre di una miniera di sale. Per dieci mesi l’anno, lontano dalle famiglie e per un piatto di minestra al giorno.
Oppure c’è chi, come nel monastero buddista di Wat Pharabat Nampu –Thailandia-, vive i suoi dolorosissimi ultimi istanti di vita, colpito dall’Aids e con una bara aperta che lo aspetta senza alcun rispetto fuori dalla stanza. Perché bisogna far presto, perchè i malati sono tanti e gli spazi angusti.
Oppure c’è chi, a pochi anni, deve spaccar pietre per guadagnar da vivere. Perché se un bimbo di sette-otto anni, in Bangladesh, non pensa a sé stesso, nessuno pensa a lui.
E poi persone che si fanno calare con una corda all’interno di pozzi stretti, caldi e asfissianti. Perché la dentro, alle volte, si può trovare persino qualche scagliuzza d’oro.
Poco male se il legato che si fa calare rischia la vita per il caldo opprimente e l’umidità. Capita, infatti, che, quando qualcuno venga fatto riemergere con qualche istante di ritardo, il corpo sia senza vita. Mani e testa che pendono senza criterio.
Ma fa tutto parte del gioco, della globalizzazione e di certo liberismo, che vuole prodotti a poco prezzo sulla tavole di alcuni e morti insopportabili per tanti altri.
Ettore Mo, accompagnato in questo libro dalle stupende fotografie di Luigi Baldelli, ci racconta tutto questo. Ci racconta di vite al margine della vita, al margine della tollerabilità, dentro le dimenticanze dei telegiornali di tutto il mondo.


Intervista a un uomo sempre in viaggio. Marco Cavallini, 48enne con la passione per il vagabondare e per la fotografia, racconta la sua originale esperienza a il reporter.

Viaggio nel difficile mondo dei corrispondenti di guerra. Tra coraggio, adrenalina e paura. A tu per tu con l’inviata Rai, Monica Maggioni, e un ricordo per la giornalista del Corriere della Sera, Maria Grazia Cutuli (1962-2001), vigliaccamente uccisa in Afghanistam dieci anni fa.

Nascita e sviluppo di un suggestivo “contenitore lirico” voluto dalla giornalista Valeria Gentile per raccontare comunità, luoghi e territori del mondo attraverso i poeti contemporanei.