
laFeltrinelli.it
Webster.itScoprire la ricchezza della solitudine e imparare ad amarla. Perché le “facce del deserto” cambiano a seconda degli stati d’animo. Un deserto che fa bene, che riporta l’uomo nel mondo attraverso strade inconsuete. E mentre i passi seguono altri passi, il viandante dialoga con la vita. La ritrova lungo il Cammino. Qui il tempo sembra aver perso gli istanti. Scorre senza lancette. Scivola nel giorno e nella notte.
Quasi ottocento chilometri percorsi a piedi. Con zaino in spalla, taccuino in tasca e una promessa da mantenere. L’esperienza di Carla De Bernardi diventa diario di viaggio. Quel taccuino è la cosiddetta credencial, “una specie di passaporto lungo quasi un metro” su cui i pellegrini annotano le tappe del loro itinerario. La meta è Santiago de Compostela, un “orizzonte che appare irraggiungibile e forse lo è”.
“Contare i passi” testimonia dell’incontro fra l’autrice e lo Spirito del Cammino, “meraviglioso e destabilizzante soprattutto per chi non crede”. Un processo di raffinazione dell’anima. Un punto di arrivo che diventa linea di partenza. Il viaggio di Carla De Bernardi inizia dai Pirenei per concludersi in Spagna. Saint Jean Pied de Port è la prima tappa. Finisterre l’ultima. Qui i pellegrini si purificano con un bagno nell’Oceano. Poi c’è il ritorno, itinerario che non conosce fermate, solo soste, perché continua ininterrottamente nella quotidianità.
Un faccia a faccia con il silenzio, con il vuoto, con le responsabilità, con un’interiorità in parte sconosciuta. “Rincorrendo la propria ombra” dietro riflessioni e pensieri sull’amore, sui desideri, sui bisogni, su un’esistenza che, dopo questa intensa esperienza, non potrà più essere la stessa. Carla De Bernardi si definisce pellegrina laica. Afferma che “ciascuno percorre il Cammino a modo suo”, perché “ciascuno conta i propri passi”.
Il suo primo libro rappresenta una vera e propria guida per chi decide di intraprendere la medesima esperienza. Oltre a fotografare con l’inchiostro incontri, culture, momenti di stanchezza e di gioia, l’autrice si sofferma sui chilometri percorsi, sui paesaggi, sugli albergues gestiti dai volontari, sui luoghi d’accoglienza. Il lettore ne insegue i passi smarrendosi in quell’orizzonte che Carla De Bernardi è riuscita a raggiungere.


Nasce per volontà di un ligure sulla costa francese, a pochi chilometri dall’ultimo paese d’Italia. E’ piccola, romantica, meta di molti reali e colorata di giallo… limone.

Aldino, emigrato in America. Nella fresca campagna della “Toscanella”. La sua casa, la sua terra. Lettere, foto e racconti d’emigranti. Le Americhe, l’Australia, la Francia e la malinconia di star via da casa.

Sfiorare il cielo all’Alpe Veglia e prendere la via del ritorno. Assaporare la sensazione del riposo dopo la fatica. Tornare, riflettere, raccontare: chiudere il cerchio di un’esperienza unica.
Gentile Direttore
volevo ringraziarla per la recensione, davvero bella e centrata, del mio libro Contare i passi apparsa sul sito.
Grazie!
Carla De Bernardi
Gentile Carla,
grazie per il suo commento e i complimenti: che vanno tutti allla mia bravissima collaboratrice Anna Maria Colonna, autrice della recensione.
Grazie a te, Carla, per l’attenzione che ci hai dedicato, per la tua testimonianza, per le tue bellissime immagini fotografiche. Grazie a te, Andrea, per i complimenti e per la fiducia dimostratami in questi anni di collaborazione. Anna Maria
Ho contato anch’io i passi verso Santiago
Il cammino è uno sforzo fisico prolungato che si affronta soprattutto con la testa. Pioggia, freddo e caldo devono essere accettati come compagni di viaggio. È il cervello, con le nostre convinzioni, a farci accettare la vita da pellegrino, vi assicuro che la vita da pellegrino ha un suo fascino.
Ho incontrato molti pellegrini che partono dal Nord dell’Europa, in cerca di risposte, per un personale percorso di conoscenza culturale, spirituale, per devozione, la Spagna e Santiago sono speciali soprattutto per le persone che s’ incontrano.
Grazie a tutti voi, a chi ha scritto il libro, a chi lo ha recensito…grazie per le parole che si leggono qui sopra, perchè lasciano percepire l’umiltà chi si mette in viaggio e di chi si mette in gioco.
Partirò anche io prima o poi.