laFeltrinelli.it
Webster.itVette altissime fanno da cornice a un cielo di cristallo, apparentemente fragile, delicato come le nuvole che lo avvolgono. Immensità, profonda e incantata immensità, comunicano le immagini che ritraggono quel monte.
E manca quasi il respiro all’uomo che, così piccolo, si ritrova dinanzi a tale infinito .
Il Cerro Torre, la montagna impossibile, la vergine inavvicinabile, racchiude il mistero di una bellezza naturale e imperitura.
Situata in Patagonia, tra Cile e Argentina, nel Campo di Hielo Sur, tale montagna è costituita da quasi mille metri di granito e termina, a quota 3128, in un fungo di ghiaccio.
Fra le vette della zona, Cerro Torre non è la più alta, ma la più affascinante. A racchiudere la storia di questa montagna, un libro dal titolo Cento Torre. Mito della Patagonia (Edizioni Corbaccio, 2008) dell’alpinista e giornalista Tom Dauer.
Dauer deve ben conoscere il monte, dal momento che ha partecipato ad alcune spedizioni su di esso: e nel suo libro ne racconta le vicende, dai primi tentativi di scalata alla tragica e non ancora acclarata ascensione, nel 1959, di Cesare Maestri e Toni Egger, con la morte di quest’ultimo a causa di una slavina.
Dauer descrive anche la prima ufficiale scalata di Casimiro Ferrari insieme a Chiappa, Conti e Negri nel 1974 e riserva un capitolo a Werner Herzog, il famoso regista di Grido di pietra, film girato proprio sul Cerro Torre.
Il libro, arricchito dalle innumerevoli immagini del fotografo e alpinista svizzero Thomas Ulrich, contiene una parte interamente dedicata alla Patagonia, terra meravigliosa ed estrema in tutti i suoi aspetti, dal territorio alle tempeste che si abbattono violentemente su di essa.
La Patagonia, considerata da molti un luogo magico, ha affascinato grandi alpinisti (Reinhard Karl, Stefan Glowacz, Alexander Huber, Stephan Siegrist) e ha stimolato la fantasia di scrittori famosi, quali Antoine de Saint-Exupery e Bruce Chatwin.
Dietro la sua vetta l’infinito. Ecco cosa custodisce Cento Torre.


In Argentina nell’appendice magica che orientò rotte e i sogni di Antoine de Saint-Exupéry. Ancora oggi vivida ispirazione nel cuore e nei sonni di chi l’attraversa.

Viaggio ai confini del mondo. Un paesaggio incontaminato e all’apparenza invivibile, porta l’uomo alla riscoperta di se stesso e del suo rapporto più intimo con l’ambiente.

Un viaggio nella zona occidentale dell’isola caraibica a contatto con la gente, parlando dell’arrivo preannunciato dell’uragano Gustav.