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Il vento sferza le fronde alte degli alberi con un ritmo alternato. Le foglie ballano. Ambra arancione scivola giù sulla corteccia scura, come sudore della pianta. Suoni d’animali che comunicano con un linguaggio funzionale, senza aggiunte, diretto allo scopo. Le immagini si muovono dal totale al particolare: dall’orizzonte sfumato al bocciolo verde che è pronto a esplodere la vita.
Sei nella natura. Sei natura in quest’attimo dilatato. Stai camminando, come dice Thoureau, lontano da maschere e pregiudizi. Lontano da classi sociali, ideologie apparenti, idee o strumenti tecnologici. Sei circondato dal codice primario con cui la vita è scritta e nelle vene senti un’energia sottile che torna a fluire. Sei sveglio di nuovo. Vivo.
E il camminare nella natura più pura e incontaminata, usare il corpo come strumento di ricerca, è alla base del pensiero del filosofo americano. Che spiega come ogni uomo dovrebbe mettersi in cammino tutti i giorni per ricercare il proprio West personale, la propria frontiera interiore nascosta. Per ricercare se stesso nella selva intricata della nostra società.
«L’Ovest di cui parlo» scrive Thoureau «è solo un altro modo per definire la Natura selvaggia; e quanto ho cercato di dire è che dalla Natura selvaggia dipende la sopravvivenza del mondo. Ogni albero tende le proprie fibre in cerca di essa. Le città la importano a qualsiasi prezzo. Gli uomini la cercano per terra e per mare. Dalla foresta e dalla natura selvaggia derivano il tonico e la scorza che fortificano l’umanità. I nostri antenati erano selvaggi».
La semplicità naturale, la corrispondenza perfetta tra causa ed effetto, contagiano l’uomo che in un bosco, in una foresta, nel deserto, di fronte all’oceano infinito, ha il cuore aperto all’ascolto, può ritrovare parti della propria anima che credeva sepolte. O che mai aveva considerato.
«Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino». E il cammino può essere il giro del mondo o molto più breve, fino al piccolo bosco di querce dietro casa. Il cammino è personale, soggettivo, dettato a ognuno dal proprio cuore e dalle proprie sensazioni. Il cammino non è inteso come uno spostamento spaziale: ma come uno spazio enorme che si crea in noi, pronto ad accogliere, sognare, vivere, esperienze diverse e impreviste.
Leggi le ultime pagine. E intanto il vento s’è spento, le foglie immobili sembrano meditare. L’orizzonte è nitido ora, come una linea di righello che divide terra e cielo. E anche il bocciolo che non sapevi fosse dentro di te si sta schiudendo: a pensieri divini. Alla vita che non conoscevi.

Una sguardo d’insieme fra costumi tradizionali e bellissime valli nell’ultima e isolata zona a forte tinte contadine del Vecchio continente.

Una nuova offerta turistica tra le valli della British Columbia. Seguire da vicino la vita degli orsi. Un’avventura tutta da provare al cospetto della natura più incontaminata.

La natura abita qui, nei Territori del Nord Ovest canadese, attraversati da un impetuoso fiume che, solo alcuni, affrontano. Questo è il posto della gente che abita lontano.
un libro ancora attualissimo, anzi forse ancora più attuale ora…, sono contenta che Mondadori abbia deciso per la riedizione.
E’ un antidoto da portare sempre con sè quando la routine ci schiaccia e ci allontaniamo da noi stessi, senza riuscire più a vedere gli spettacoli che ogni giorno la natura ci regala…
é vero, se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino verso una meta che si chiama essa stessa libertà… complimenti per la recensione. Anna Maria
Grazie Anna Maria!
thoreau è una luce. lui mi ha insegnato che anche se non sei libero devi metterti in cammino. perché la libertà è sempre a portata di mano.
camminare, nel senso più fisico del termine, è l’esperienza più profondamente umana che il nostro corpo ci mette a disposizione. è il raggiungimento di una simbiosi perfetta tra corpo e mente, anima, intelletto o come vogliamo chiamarla.
camminando la meta perde la sua accezione totalizzante nei confronti del viaggio e diventa solo l’ultimo di infiniti passi. camminando si viaggia veramente.
e il libro è bellissimo.
Concordo, Wollnats, e grazie del commento. Thoreau focalizza la sua attenzione sull’immersione nella natura incontaminata. E’ quasi semplice, in quel caso, “perdersi” ed entrare in contatto con simboli e forze superiori. Io invece, l’altra notte, ho provato come l’atto di camminare sia una sorta di rito, di preghiera del corpo, in centro a Milano. La città era vuota, deserta a quell’ora. Le luci ovattate e speciali. Ho scoperto dettagli che non avrei mai immaginato.