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09.05.2012

Buonanotte signor Lenin

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Buonanotte signor Lenin
Autore: Tiziano Terzani
Editore: TEA
Anno: 2008
Prezzo: € 10,00
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Tiziano Terzani ha sempre abituato i propri lettori a un approccio molto avventuroso al giornalismo.

Parecchi libri scritti dal reporter toscano si basano su intuizioni, esperienze vissute in prima persona, coraggio e perché no, pure un pizzico di fortuna.

La fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Buonanotte signor Lenin non fa eccezione, scritto dagli appunti di un lungo viaggio compiuto nell’agosto del 1991 ed edito in Italia dalla casa editrice “minore” Tea.

Terzani si trova lungo il corso dell’Amur, in Siberia, quando apprende la notizia di un golpe anti Gorbacev. Decide così di abbandonare la spedizione sovietico-cinese per intraprendere un nuovo viaggio alla volta di Mosca.

Inizia in questo modo un lungo percorso nella sterminata periferia dell’ex impero sovietico, durante il quale l’autore ha modo di riconoscere con i propri occhi il fallimento di decenni di totalitarismo.

Ciò risulta particolarmente evidente nelle regioni più remote dell’impero: Azerbaigian, Tagikistan, Uzbekistan. Sono luoghi dimenticati non soltanto da Dio, ma pure dal capillare sistema comunista, il quale ha però compiuto scempi indicibili.

Al di là del mero dolore fisico alle persone, cinquant’anni di dittatura hanno provocato lacerazioni nella cultura e nella memoria di interi popoli non abituati a convivere, ma costretti a farlo con la forza.

Terzani descrive, non senza una certa riluttanza e preoccupazione, un mondo in ascesa controllato da personalità religiose di dubbia moralità. E’ qui che l’Islam tribale attecchisce, trovando nuova linfa e sovrapponendosi alle colate di cemento comunista.

Solitamente l’autore rimane distaccato dagli eventi, presentandoli così come appaiono, senza mai fornire un’opinione troppo influenzata dal background culturale o dagli stati d’animo.

In alcuni passaggi del volumetto, tuttavia, Terzani si toglie qualche sassolino dalle scarpe, proponendo delle critiche. Sembra profondamente disgustato da certi islamismi, così come è diffidente verso ogni forma di autorità politica che gli si para davanti.

Diffidente per natura, è perfettamente conscio del fatto di venire intercettato al telefono e spiato durante i suoi spostamenti. Alcune volte casca nella trappola, alcune altre si dimostrerà decisamente più furbo.

Viaggiare in aereo in Unione Sovietica è una delle emozioni descritte da Terzani. Con lo sfaldarsi dell’impero, l’operazione si rende ancora più rischiosa, ai limiti del credibile.

Persone che viaggiano in piedi, le più elementari misure di sicurezza ignorate e aerei vetusti accompagnano il malcapitato durante i suoi spostamenti, che si risolvono però nel migliore dei modi.

Buonanotte signor Lenin è però un libro fatto di persone, più che di luoghi. Un collage di razze e popoli completamente diverse fra di loro che l’autore cerca di comprendere in profondità.

Terzani è indubbiamente disilluso sulle persone, nonostante ciò ne è attratto indissolubilmente.

Si ha l’impressione, leggendo il libro, che le statue di Lenin siano state le uniche a fare le spese della fine dell’impero.

Terzani stesso ha modo di constatare come vari esponenti politici, fino ad un minuto prima parti attive del “sistema”, un minuto dopo lo critichino aspramente.

Insomma, un ottimo spunto per iniziare a riflettere sui totalitarismi, sui loro effetti e su tutto ciò che nasce dalle loro ceneri, il quale, come Terzani insegna, non sempre è migliore.

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