
laFeltrinelli.it
GruppoConsumo.com
Quando il destino è inscritto nel nome e rivelato in un sogno. Ernesto, scelto dalla madre in onore del suocero che tanto ammirava, e che nell’immaginario comune richiama il Che e di rimando Cuba. Un sogno, fatto all’età di 14 anni, in cui aveva visto quattro semplici parole: “devi fare il fotografo”. Questa è la storia di Ernesto Bazan, fotografo oggi tra i più apprezzati al mondo (è stato pubblicato da Life, Time, News Week) partito da Palermo appena maggiorenne con la macchina fotografica per inseguire quella visione.
La School of Visual Arts a New York, i viaggi in America Latina e poi la folgorazione quando arriva a Cuba. «Per tanti anni Cuba l’avevo fortemente desiderata come si desidera una donna che incontri e non riesci più a togliertela dalla testa. Sono quasi certo d’esserci vissuto in un’altra vita». Così Bazan descrive la sua storia d’amore con l’isola caraibica, dove arrivò per la prima volta quasi per caso nel 1992.
Una storia d’amore che ha messo radici dopo l’incontro nel 1996 con Sissy, una ragazza cubana che diventerà sua moglie, e che si è brutalmente interrotta un giorno del 2006 quando il governo cubano inaspettatamente gli proibisce di continuare a tenere i suoi workshop fotografici nell’isola. E così Bazan lascia Cuba con la sua famiglia.
Una “benedizione mascherata”, la definisce ora il fotografo, perché gli ha permesso di mettere un punto a un progetto infinito: mostrare la sua Cuba. La Cuba che ha vissuto, respirato, amato e fotografato per 14 anni della sua vita. Nella gioia e nel dolore. E che ora è racchiusa in BazanCuba. Volti soprattutto, che spesso emergono da una semioscurità o da angolazioni inusuali.
Il libro, 118 foto in bianco e nero stampate su una bellissima carta opaca accompagnate da provini, stralci di diario e citazioni che riassumono la filosofia di vita e di lavoro di Bazan, rappresenta un vero e proprio caso editoriale nel campo della fotografia. Interamente autoprodotto, l’opera è stata realizzata grazie alla partecipazione corale di circa quaranta studenti nella cernita delle fotografie, nella sequenza e nel lay-out del libro, fino all’acquisto anticipato di copie dell’edizione limitata del libro.
“Non potevo permettere”, sottolinea il fotografo “che qualcuno si intromettesse nella mia storia d’amore e ne cambiasse anche una sola virgola”. Quattrodici anni che non hanno cancellato il suo accento siciliano. Come non hanno indebolito il legame con la sua isola natale (l’unico workshop che Bazan tiene in Italia è in Sicilia a Pasqua), che da quella lunga assenza è stato invece rinsaldato.
Ha ritrovato le sue origini, fra le strade de l’Avana, le campagne cubane e la sua gente. È ritornato agli anni felici della sua infanzia, trascorsa camminando per le strade della vecchia Palermo con la nonna Ida e girovagando tra i contadini nelle campagne. “Per uno come me che non fuma”, racconta durante una delle presentazioni del libro che ha tenuto ad aprile in alcune città italiane, “non c’è piacere nel fumare un cubano. Ma quando quel cubano prende forma lì davanti a te, dalle mani del contadino che ha selezionato le migliori foglie di tabacco che lui stesso ha raccolto, lavorandole poi con cura e confezionando per te quel sigaro, diventa un onore tenerlo fra le mani”.
Quella stessa sensazione di privilegio e di rispetto che da bambino provava, ricorda mentre mi autografa una copia del libro, quando nel suo girovagare nelle campagne palermitane il contadino Ciccio gli concedeva di sedersi e mangiare insieme a lui pane cipolla e pomodori.

Viaggio tra presente e storia, nella festa simbolo della città lagunare. Dalle origini latine a quelle greche dei culti dionisiaci, passando per le feste 700esche narrate da Carlo Goldoni, e incarnate da Giacomo Casanova, fino a Sensation 2010.

Un detto arabo dice che Dio creò prima l’uomo poi la donna, e quindi fece il cavallo, con la bellezza della donna e la forza dell’uomo. Fra i nitriti, richiami primordiali di libertà.

Viaggio nell’isola lagunare, autentica miniera architettonica dove il neo bizantino, neo romanico, neo gotico ed eclettico, convivono armoniosamente in mezzo al verde presente.