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Webster.itMosca è sempre stata nei miei sogni. Adesso non più. Mosca è diventata la meta del mio prossimo viaggio.
Ho letto un libro scritto da una donna che fa parte dell’ultima generazione dell’élite sovietica, Tat’jana Pigarëva. Una donna che ama questa città madre-matrigna e ne parla con la “devozione di un pellegrino” (p.14) e un’incredibile ironia.
Questo libro “va alla ricerca della faccia intrinseca di Mosca, quella che rimane nei suoi monumenti, nelle leggende, nell’incrocio dei destini: una casetta nascosta in una viuzza dimenticata può avere la stessa importanza del Cremlino” (p.12).
Non è quindi una guida turistica. Neppure solamente un saggio storico.
E’ una raccolta di storie di Mosca. Storie che sono “un’autobiografia, [...] pezzi di una collezione privata raccolta in oltre un decennio. Alcuni sono pezzi unici, scoperte personali, altri sono più comuni” (p.14), ma tutti hanno fascino e, almeno per me, sono stati sorprendenti.
Ho scoperto fino a che punto siano antitetiche San Pietroburgo e Mosca. Sorelle e rivali.
Ho scoperto che cos’è lo stile architettonico zarista. Che cos’è l’Emitage di Mosca. Il Gorbuška. E il “pollo di Cernobyl” (p.26).
Dove si trova la statua di Cervantes. Quante volte Mosca è risorta dalle sue ceneri. Come sono stati ritrovati e perduti nuovamente i 231 scrigni della “Libreria di Ivan il Terribile” (p.137).
Ho scoperto la storia dell’ottava meraviglia della Piazza Rossa. Quella della rete metropolitana. E come è nato il Cimitero dei Monumenti Caduti (p.151).
Ho scoperto che cosa erano le komunalka e quanto poco io sappia della storia russa.
Ho scoperto l’amore che i russi hanno per Mosca e per Puškin.
Ho scoperto che l’umorismo russo ha poco da invidiare al ben più famoso umorismo ebreo. E che i russi non sono né come Tolstoj né come Ivan Drago, il pugile russo di Rocky IV.
Tat’jana Pigarëva, Mosca, autobiografia di una città, fbe edizioni (14 €).


Viaggio all’estremo oriente europeo. Nella città dove si sviluppò l’attività nucleare sovietica. Importante nodo stradale-ferroviario interno, e verso la Russia, oggi si presenta come uno dei principali centri economici, culturali e di ricerca.

Il parlamento lituano mette al bando i simboli del comunismo e li equipara al nazismo. Ma c’è qualcuno che ha il coraggio di gridare allo scandalo.

Oltre il Circolo Polare Artico, per scoprire la città simbolo dei gulag e della ferocia dell’Impero Sovietico. Dove morirono centinaia di migliaia di persone.