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03.11.2008

Al confine del mondo e della storia

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Treni-Nove viaggi ai confini del mondo e della storia
Autore: Ettore Mo
Editore: Rizzoli
Anno: 2004
Prezzo: € 2004
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laFeltrinelli.it
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Un rumore di fondo cupo con squarci improvvisi di luce. I racconti di viaggio di Ettore Mo descrivono un mondo stanco dove il tempo e la violenza svuotano di senso anche i cambiamenti più impetuosi.

Il testo di Mo descrive spesso scenari carichi di dolore. L’energia positiva che spinge il reporter a viaggiare si mette a confronto col passare del tempo e con una vita quotidiana che spegne la coscienza di molte persone.

La scelta narrativa è quella di riportare viaggi in treno condotti tra gli anni ’70 e la prima metà del 2004; un arco di tempo in cui Mo ha imparato a percepire e comunicare il desiderio di vita di altri mondi e persone.

Il treno è l’immagine che domina nel testo, soprattutto nei primi resoconti; si rimane lontani dall’individualismo freddo e rassicurante dell’auto e dell’aereo, usati solo come mezzi alternativi quando i lunghi viaggi in treno si fanno troppo stancanti.

Colpisce il ritratto di masse di poveri che in Etiopia o in Birmania accettano come un rituale i viaggi in vagoni miseri; i convogli viaggiano a passo d’uomo, e se c’è una stanchezza, sembra quasi non essere più avvertita, o semplicemente è ben nascosta.

Lo stesso umore, d’altronde, si crea a migliaia di chilometri di distanza, in situazioni diverse. In Mauritania i minatori viaggiano su convogli miseri per recarsi al lavoro, ma esistono treni ben tenuti che conducono i turisti a città in grande espansione economica come Chinguetti e Nouahdibouh.

In Messico, treni che viaggiano ad alta quota portano ai luoghi storici delle rivoluzioni di Villa e Zapata. Il viaggio è lentissimo a causa delle rotaie deteriorate, ma la buona manutenzione delle carrozze è il simbolo di una relazione povertà-ricchezza sempre più stretta e difficile da spiegare.

La povertà è infatti spesso negata: Mo descrive il senso di impotenza calato sulle popolazioni più povere del mondo, ormai quasi incapaci di grandi lotte sociali per la propria libertà.

Questa è una sensazione che Mo coglie con forza anche quando l’itinerario lo porta più vicino all’Occidente. In particolare il ricordo della Seconda guerra mondiale sopravvive in Asia e nell’Est Europa come uno spettro che impedisce ancora oggi a molti di vivere con serenità.

Dietro questi reportages c’è però la voglia di dimostrare che l’intensità delle esperienze e la complessità del mondo sono inesauribili. Povertà e ricchezza, angoscia e nostalgia del passato si fondono tra loro. Il singolo e il mondo si fanno indistinguibili nel bene e nel male.

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Viaggiatore del mondo. Testimone attento e meticoloso ha saputo rendere con le sue parole l’essenza vera e intima di cosa ha visto e vissuto.






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