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Webster.it«Sono arrivato nella parte del mondo esattamente opposta a quella in cui ho sempre abitato. Mi separano dodici fusi orari dalla mia terra. Se non fosse per il timore di sentirmi patetico e ridicolo, mi inchinerei a baciare il suolo». È la fine di un viaggio. O, forse, l’inizio. È la storia di un uomo che quel viaggio l’ha compiuto tre volte. Nelle lettura, nella scrittura e nella vita.
Ambrogio Borsani, in “Addio Eden”, traccia l’itinerario che l’ha condotto alle isole Marchesi, arcipelago di incontaminata bellezza appartenente alla Polinesia francese.
Quello dell’autore è anche un cammino letterario, percorso sulle tracce di artisti e scrittori che, mossi da un inspiegabile desiderio di raggiungere, nel mondo, un luogo che al mondo non appartiene, si sono recati proprio sulle isole Marchesi.
Borsani dedica un capitolo a ciascuna anima inquieta da lui considerata. Un curioso e giovane marinaio americano compare nelle prime pagine del libro. Il suo sguardo è attento a carpire i segreti della baia di Taiohae, dove la baleniera Acushnet è approdata. Siamo nel 1842. Il ventiduenne che guarda, estasiato, il paesaggio surreale che lo circonda e l’armoniosa grazia delle polinesiane è lo scrittore newyorkese Herman Melville, autore del romanzo “Moby Dick”.
Furono tali atmosfere ad ispirare i quadri di Gauguin, testimone delle “gioie di una vita libera, animale e umana” e “di un domani uguale al presente, così libero, così bello”, come lo stesso artista scrive.
Stevenson, London, Segalen, Viaud, Cook sono solo alcuni dei personaggi che accompagnano Borsani nel suo viaggio verso la Henua Enana (“terra degli uomini”).
A fare da sfondo, le dettagliate descrizioni dei diversi angoli paradisiaci dell’arcipelago, dove il lettore può perdersi, inebriato dai profumi e affascinato dai colori.
Alcune pagine sembrano fotografare una realtà talmente incantevole da sembrare inventata. Merito della magica penna dello scrittore e dell’esperienza da lui vissuta ai confini con il reale.


Viaggio in uno dei quartieri più famosi della città della Catalogna. Un luogo affascinante e storico dove convivono razze e culture diverse. E dove nell’ultimo periodo il nuovo ha cercato di vincere il degrado.

Prosegue la visita nei meandri della residenza meneghina di Visconti e Sforza, immersa nelle atmosfere rinascimentali di Leonardo da Vinci e Ludovico Sforza. Con una sorpresa all’interno della rocca.

Per le vie del capoluogo lombardo e il desiderio di riscoprire uno dei monumenti storici della città: questi gli ingredienti con cui costruire un insolito viaggio a spasso nel tempo.
E’ una soddisfazione vedere che le emozioni di uno scrittore riescono a risvegliare emozioni in un lettore.
…un lettore riesce ad “emozionarsi” quando, oltre a leggere un libro, legge anche, tra quelle pagine, l’anima dello scrittore. Questo può avvenire solo quando la scrittura è vera e sincera, come in questo caso. Grazie e complimenti ancora… Anna Maria