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Webster.itSulla strada (titolo originale On the road) di Jack Kerouac è molto più di un bellissimo libro. Consacrato negli anni come vero e proprio manifesto della “beat generation”, il racconto dello scrittore americano ha fatto conoscere a più di una generazione la passione per il viaggio nel senso più elevato del termine.
Il romanzo è strutturato in episodi e suddiviso in cinque parti principali. Lo scenario è l’America di fine anni quaranta, con tutte le sue ambizioni, insicurezze e contraddizioni. Il libro, prima dell’uscita subì parecchie “sforbiciate” da parte dell’allora censura maccartista, la quale vedeva influenze comuniste in ogni settore della vita americana, ed agiva di conseguenza.
Ovviamente, Kerouac non gradì per nulla l’intervento di mani esterne sul proprio lavoro. A questo proposito, vale la pena ricordare come lo scrittore contestò pure l’eccessivo (a suo parere) utilizzo della punteggiatura. L’originale era infatti senza punti né virgole, utilizzando un rotolo di telescrivente, per non interrompersi continuamente nel rimettere il foglio nella macchina da scrivere
Scritto in meno di un mese nel sobborgo newyorkese del Queen, il romanzo descrive un ipotetico viaggio da parte di un altrettanto ipotetico scrittore su e giù per gli States. In realtà, si tratta in qualche modo di un’autobiografia dell’autore, basata sulle reali esperienze che compì durante i suoi viaggi negli Stati Uniti, tra il 1947 ed il 1950.
Nel racconto però, non compare nessuno dei nomi di persone realmente esistite, a cominciare dallo stesso autore. Ciò a causa appunto della censura. Sappiamo comunque che il protagonista, ovvero “Sal Paradise” è lo stesso Jack Kerouac, mentre personaggi come “la Zia” o “Rocco” sono rispettivamente, la madre ed il cognato dell’autore.
Il viaggio, narrato in prima persona da Sal, il protagonista, presenta al lettore vita, aspettative, sogni e paure di un gruppo di giovani ragazzi americani. Il tema del viaggio è inteso come elemento in grado di spezzare le catene di una vita monotona ed in un certo senso programmata e stabilita dalle regole dell’allora società borghese e puritana.
In questo senso, Kerouac rompe l’equilibrio della tranquilla provincia americana, alla ricerca di nuove esperienze in grado di allontanare il pericolo della noia. Il romanzo è tutto un susseguirsi di incontri con persone e personaggi differenti, specchio della multiculturalità americana.
Dean Moriarty (nella realtà l’amico Neal Cassady),compagno di viaggio di Sal apparentemente matto e irresponsabile, rivelerà poi nel proprio carattere quella fragilità tipica dei giovani di ieri e di oggi.
Disposto a lasciarsi travolgere dagli eventi, ad affrontare la vita a testa alta ma con assoluto disinteresse e spensieratezza perchè “non è importante dove andiamo,l’importante è andare”.
Ma il vero protagonista del racconto non è una persona, ma il continente americano. San Francisco, New York. Praterie, autostrade, la desolante periferia americana, grattacieli e casupole di legno. Tutto questo era l’America, fatta di luoghi ma soprattutto di persone, che forse non esistono più, se non tra le righe di Sulla strada.


Nel cuore della Valdelsa toscana c’è un piccolo e incantevole comune che ha dato i natali a un grande scrittore. L’autore del Decameron. Così importante da meritarsi, insieme a pochi esimi colleghi, una statua fuori della Galleria degli Uffizi.

Viaggio dal Golden Gate all’antica prigione-fortezza di Alcatraz. Un giro a Union Square, su e giù per le colline della città californiana, per poi arrivare al molo Pier39, in compagnia dei leoni marini.

La città della nebbia, del Golden Gate, del melting pot, della Beat Generation. San Francisco sa sorprendere e accogliere nuovi visitatori da tutto il mondo.