
Centinaia e centinaia di equipaggi da tutto il mondo su canoe, kayak, catamarani. Alcuni con tocchi vichinghi, hawaiani e dei Nativi Americani. E poi ovviamente le tipiche imbarcazioni della Serenissima: gondole, caorline, sandoli e mascarete. Tutti insieme, per la 37° edizione della più celebre regata non competitiva. Un lungo viaggio di oltre trenta chilometri tra le isole della laguna veneziana, passando anche per le isole delle Vignole, Sant’Erasmo, Burano e Murano, fino a rientrare nel rio di Cannaregio, e gran finale davanti al bacino S. Marco.


Incontro ravvicinato con i riflessi della laguna. Quelli più nascosti tra una fondamenta e un campiello. Un delicato concerto cromatico inframmezzato dalle onde quasi animate. Cascate emotive che si rinnovano in ogni nuovo bagliore acquatico.

Viaggio nell’isola lagunare, autentica miniera architettonica dove il neo bizantino, neo romanico, neo gotico ed eclettico, convivono armoniosamente in mezzo al verde presente.

Una giornata come tante si trasforma in un’esperienza ravvicinata con tritoni e sirene. Un’isola è sommersa. Io sono là. Dentro. Che cammino, e sguazzo. Che pedalo, e nuoto. Che guardo, ed emergo.