Da nord a sud attraversando il parco nazionale più esteso della nazione croata per scoprirne i segreti e la bellezza ancestrale di rocce carsiche, specie di animali rari e scenari che si delineano sulla costa di fronte all’Italia.
Il Velebit, nel 1978, dopo trent’anni dalla fondazione della sua prima area protetta, entra nel programma dell’UNESCO “Man and Biosphere”. Nel 1981 è a tutti gli effetti proclamato, dal Parlamento Croato, parco naturale nazionale. Nel 1999, con l’inclusione del parco nazionale del Velebit del nord, raggiunge la sua estensione attuale.


L’imbarcazione si stacca dalla terraferma. In un attimo i miei compagni di viaggio sono, pesci, libellule e canneti. Seguendo le orme di Marco Polo, m’inoltro fra le lacustri acque orientali. Sempre più vicino all’Asia.

Rocce plasmate dall’acqua salmastra e angoli modellati dall’uomo. Passeggiare lungo il litorale della città pugliese significa inseguire la linea dell’orizzonte. Breve viaggio fra inconsuete bellezze naturali e storiche.

Srebre-quella cosa là, è a grandi linee il solo nome che la gente comune collega alla Bosnia. C’è stata una guerra? Ah, sì. Forse un massacro.