
L’ottocentesco palazzo Tosh-Hovli, ovvero la casa di pietra di Khiva
© Monica Genovese
Viaggio nell’accogliente e suggestiva Khiva, la città-museo a cielo aperto, oggi avvolta da frutteti e da campi di cotone, e un tempo meta di carovane di schiavi.



Viaggio nella capitale uzbeka, Diversa dal resto del Paese che affonda nel suo passato. Diversa dalle altre città, da Samarcanda, da Bukhara, da Khiva. Diversa. E tutta da scoprire.

Africa. Contraddittoria, bellissima. Lascia il suo indelebile ricordo nel cuore. Qui, il tempo si ferma e i colori risplendono, come se fossero appena nati da un infuocato raggio di sole.

L’atmosfera è spettrale. Intrisa di silenzio. Quel genere di silenzio che fa rumore, che parla, che grida. Che c’è. Quasi come un’eco sottile e acuto che sembra provenire da ogni luogo e perdersi in lontananza.