
Trieste, vista sul Mare Adriatico da Piazza Unità d’Italia
© Luca Ferrari
Il fascino di una città di confine. L’arte e la cultura. La storia di un popolo all’estremità del Friuli-Venezia Giulia, legato all’Adriatico, e la cui eredità è inscritta nella memoria di ciascuno.



Salendo sulle pendici dell’Altopiano del Carso con la trenovia più suggestiva d’Europa. Da Trieste a Villa Opicina, un’arrampicata mozzafiato attaccati a un laccio d’acciaio.

Crocevia di tradizioni, culture e religioni. Viaggio intimo in una città con uno specchio acqueo immenso e mai immobile, impossibile da intrappolare su una tela.

Viaggio nella storia per rivivere il ricordo e le emozioni legate alla Risiera di San Sabba e San Martino del Carso e Monte San Michele.
Una città che diventa meno malinconica, meno di passaggio, meno rilassata, meno fredda sotto le luci del Natale. Non è poesia questa, anche se una città così impenetrabile e ispiratrice lo permetterebbe, è come se un vortice di luci si mescolano per ricolorare e dare vita a quelle strutture d’altri tempi, impreziositi dalla storia che per l’occasione tingono di nuovo i propri vestiti.
Una città che stupisce, che ammicca nelle serate frivole, che resiste all’ira della bora, che sa divertirsi e rinchiudersi quando il freddo appanna i vetri dei suoi palazzi.
Anche il Dicembre a Triste riscalda il cuore e brilla senza stancarsi.