
Nello stato sudafricano, la coltivazione intensiva della canna da zucchero, ha comportato lo spostamento della popolazione. Alcuni villaggi vicini a Tambunkulu, sono rimasti isolati all’interno delle piantagioni. La povertà fa si che i bambini, non avendo da mangiare, raccolgono le canne da zucchero, perdute dai camion o prese ai bordi dei campi, e le mangiano. Molti bambini si ammalano di diabete.



Una tradizione che si rinnova da secoli e che affonda le sue radici in riti pagani. La festa dedicata a San Domenico e ai serpenti richiama nel piccolo borgo della provincia de L’Aquila migliaia di persone da ogni angolo di mondo.

Viaggio nel palazzo Lal Qila del “Gran Mogol” Shah Jahan. Lungo il fiume Yamuna, il più grande affluente del Gange. All’estremità orientale di Shahjahanabad, settima città musulmana nell’area della capitale indiana.

Il continente nero ospita una delle più floride civiltà mai esistite nella regione sub-sahariana. Oggi, a rammentare tanto splendore, nel fango etiope, alcune testimonianze archeologiche.
L’immediatezza dello “scatto” trasmette anche ciò che non si vede: la sofferenza – inconcepibile – di bambini spesso vestiti all’occidentale. Bambini che si nutrono con canna da zucchero a motivo della povertà in cui vivono.Bambini che sorridono.
Lo stile del fotografo non mitiga la loro realtà nè può aiutarli il mio vivo rammarico, la mia costernazione.
La luce che li avvolge sia, per tutti loro,simbolo di speranza e di conoscenza…
mai di condanna.
Grazie
caterina
Come sempre le tue belle parole accompagnano il mio lavoro…
grazie a te
Massimo