
Magie d’Oriente consacrate a Baal, il dio Sole. L’antica città fenicia nella monumentale valle della Bekaa. Templi come colossi a sorreggere un cielo violato da guerre. Monumenti che hanno assorbito le antiche culture greca, romana e asiatica. Pietre testimoni di un passato glorioso e di un presente infiammato.


Kabul. Randagi sentimenti fissi nella mente. I tanti colori dei bazar. La “Via della Seta” verso i Buddah di Bamiyan, capolavori dell’arte ellenica, resi malconci dall’intolleranza talebana.

In mezzo al nulla, adagiato su una collina, tra capre e olivi, sorge uno dei monasteri più antichi del Paese, luogo di pellegrinaggio, ma anche una comunità che accoglie viaggiatori zaino in spalla.

Il cuore ferito della capitale libanese. Piazza dei Martiri, solo macerie e labirinti di muri crollati. Scene sospese sul silenzio ossessivo. L’ultima volta nei quartieri distrutti. Muti e vuoti, prima di un restauro ambiguo, senza l’aura poetica del passato. Intreccio di identità. Croce e vanto di Beirut.