
Il motore pompa. L’aria fredda soffia sull’erba. Il rombo. Il decollo. In un attimo, dal livello del mare della laguna veneziana, il velivolo conquista il cielo infinito a duemila metri. Poi iniziano le acrobazie, fino all’elegante planata finale.



La quiete della spiaggia all’estremità meridionale del Lido. Il vento carezza gli scogli attorno al faro. Dalla laguna poi, ecco un nuovo colosso d’acciaio che attraversa le acque della Serenissima, lasciando all’ecosistema insulare il ruolo d’impotente e falcidiato spettatore.

Dal sestiere di Cannaregio, attraverso la laguna e le barene, fino a girare per i canali dell’isola dei merletti e delle case colorate. Remata dopo remata. Riscoprendo il territorio dalla prospettiva migliore.

Dalla preistoria, passando per le tribù dei nativi americani e maori fino alla 67° edizione della Mostra del Cinema. Come una moderna Dante, l’artista Elena Tagliapietra tratteggia i veneziani di colori infernali, colpevoli di non fermare lo spopolamento della città.