
Trinidad città unica dai lunghi tramonti. Viuzze lastricate di ciottoli rotondi. Patios adorni di fiori e piante tropicali. Cancelli in ferro battuto, conventi e abitazioni patrizie. La vita in strada, il rotolare d’un carretto in un’atmosfera del Settecento.


Prima un’incredibile tormenta, poi l’indomani il sole e uno scenario tanto anomalo quanto artisticamente candido. Il 17-18 dicembre scorsi, il Lido di Venezia si tinse interamente di bianco, laguna e spiaggia del Mare Adriatico inclusi.

Nella laguna veneta, poco lontano dalla colorata Burano, giace l’isola di Torcello, abitata ormai da pochissime persone, ma ricercatissima per le sue bellezze naturali e architettoniche.

La quiete della spiaggia all’estremità meridionale del Lido. Il vento carezza gli scogli attorno al faro. Dalla laguna poi, ecco un nuovo colosso d’acciaio che attraversa le acque della Serenissima, lasciando all’ecosistema insulare il ruolo d’impotente e falcidiato spettatore.