
Luci soffuse. Petali sul palco. Maschere. Abiti d’epoca. Un girone a parte del mondo terreno sospeso tra storie di contemporanea e affascinante espressione femminile. Le note vocali toccano il cielo. Giarrettiere e merletti colorano il parterre.



Non solo Piazza San Marco. Non solo il ponte di Ri’ Alto. Per vivere davvero l’antica Repubblica Marinara, bisogna esserci dentro. Nell’acqua. Nel suo anfiteatro meno vissuto dal turismo di massa. Dove la Natura è regina e sovrana.

La quiete della spiaggia all’estremità meridionale del Lido. Il vento carezza gli scogli attorno al faro. Dalla laguna poi, ecco un nuovo colosso d’acciaio che attraversa le acque della Serenissima, lasciando all’ecosistema insulare il ruolo d’impotente e falcidiato spettatore.

Quando la Luna (e annesse fasi) si allea con la bora o lo scirocco, la Repubblica Marinara deve prendere un bel respiro perché viene sommersa. Viaggio fra laguna, campielli e ancora acqua.