Negli occhi ho ancora infinite distese ghiacciate. Mille tonalità di bianco spezzate solo dai colori tenui di cottage emersi dalle acque imprigionate del Saimaa. E’ lì, nel cuore della regione dei Mille Laghi, che ho scoperto e vissuto una zona unica della Finlandia.
In pochi giorni ho lambito le sponde del bacino più grande del paese finnico, il quinto in Europa. Chilometri e chilometri su strade quasi deserte, dove l’asfalto è un ricordo sepolto dalla neve.
Come quella che ho sfidato a bordo di fuoristrada d’epoca a Kuus-Hukkala, nelle vicinanze di Juva. Un percorso tra le betulle che si inerpicano nel cielo e l’argento innevato e profondo che attanaglia le ruote e la terra.
Nel mio viaggio, piccole città si sono alternate a piccoli villaggi: ognuno scrigno di storia, cultura e tradizioni, rivelati nell’estenuante bellezza della Natura sopita dal ghiaccio. Aura senza pari a contornare e impallidire edifici intagliati da mani maestre.
Antichi manieri, moderni resort, edifici senza tempo come il Vicariato Kenkävero a Mikkeli o il castello di Olaf a Savonlinna: tutti ospiti sublimi e generosi nell’offrire cibi prelibati e caldi di un popolo che non teme il freddo atmosferico né umano. Uomini e donne dal sorriso pieno, come il cuore che ti porgono.
Sulle acque congelate del lago Saimaa, ho sfidato la mia fisicità e ho spinto me stesso e la mia ritrosia. Ne ho attraversato una parte prima con le racchette, poi con il potkukelkka, uno slittino tipico, e infine con la motoslitta per tagliare il Parco Nazionale di Linnansaari e raggiungere il villaggio di Oravi.
Lungo il cammino ho incontrato pattini velocissimi che sfregiavano la pista, rocce emerse sotto cui si nascondono le foche e i loro piccoli, pescatori esperti che foravano il ghiaccio per catturare pesci maestosi per cibarsene.
Così come ho fatto io, intorno al fuoco ristoratore in mezzo a un silenzio quasi ancestrale. Lì tutto è immensità: e in quell’immensità ovattata senti prepotente il tuo cuore battere al ritmo di una Natura che ha non ha eguali. E comprendi di esserne parte.
E’ una sensazione simile a quella che ho provato l’ultimo giorno nella chiesa in legno di Kerimäki, la più grande del mondo. Le note del coro, convocato per l’occasione, si sono alzate lungo le pareti intagliate: e mi hanno impregnato l’anima di emozione.
Poi mi sono imbarcato dal piccolo aeroporto di Savonlinna per raggiungere Helsinki da dove il viaggio in terra finnica era iniziato. Il velivolo ha attraversato la regione dei Mille Laghi: ultimo sguardo dall’alto per tenere ancora negli occhi infinite distese ghiacciate.

"Il divano del Nord - viaggio in Scandinavia" di Ennio Cavalli - Feltrinelli, 2005


Una lunga circospezione davanti e dentro la cattedrale di Amiens. Rilassanti passeggiate tra Mers-les-Ben e Le Treport, per poi dileguarsi in una romantica fuga verso la piccola (e magica) Creully.

Su un bel foglio immacolato affidato alla creatività fanciullesca, e poi trasformato in una porta magica per un mondo fantastico, va in scena il magico rito della richiesta dei doni da parte dei bambini.

Come arrivano le lettere dei bambini al Polo Nord? Un artista di Portogruaro (VE), da metà novembre sospende la propria attività, per assolvere a questo compito fondamentale.
la poesia che riesci a trasmettere raccontando i tuoi viaggi è unica. solo per questo vale la pena andare nei luoghi di cui parli…
Gentile Marisa,
grazie per il tuo commento.
E’ facile descrivere certi luoghi quando ti impregnano l’anima come è successo a me in Finlandia.