Fiamme rosso sangue bruciano in piazza Tienanmen.
Hu Jintao, presidente della Repubblica cinese, ha acceso la fiaccola olimpica con un sorriso beffardo, degno di un potente circondato dalla sua folta schiera di dignitari armati.
Migliaia di poliziotti in borghese e in divisa gli hanno fatto cerchio: dovevano evitare che i seguaci o i simpatizzanti della “cricca tibetana” gli rovinassero il proscenio.
Qui siamo in Cina, non in Grecia. Siamo in Oriente, non in Europa. Qui non regna la democrazia, ma un regime vecchio vestito di nuovo. Le proteste non sono ammesse.
Il mondo aveva pensato che concedendo l’organizzazione delle Olimpiadi al Grande Drago, le cose potessero cambiare. Si è sbagliato, e tanto.
Il Tibet non è che l’ultimo drammatico esempio di una disumana politica di repressione e menzogna.
Sfidando la censura imperante, filtrano ogni giorno notizie di soprusi, di prevaricazioni, di arresti ingiustificati.
Eppure la farsa deve continuare. Non nel nome dello sport, ma del profitto. Intorno ai Giochi girano cinque cerchi miliardari.
Spezzare la giostra significa perderli oggi, ma soprattutto domani. Quando il vento freddo della recessione americana investirà tutti. Tranne loro, i cinesi.
Che sono la nuova frontiera del commercio. Alla faccia dei diritti umani, delle minoranze, della verità.
Così dopo un posa impalata, un altro sorriso cariato, Hu Jintao ha consegnato la fiaccola olimpica a un suo paladino, simbolo del potere atletico cinese e non solo: Liu Xiang.
Il campione del mondo dei 110 ostacoli ha lasciato la piazza e la memoria delle vittime del 1989 alle spalle, e ha portato la torcia sulla porta della “Città proibita”.
Le fiamme rosse di vergogna viaggeranno nei cinque continenti. Attraverseranno tutte le province della Cina. E passeranno anche dal Tibet.
Poi, per l’inaugurazione dell’otto agosto, davanti ai potenti proni, torneranno qui a colorare una piazza ancora rossa. Di sangue.


Città che nasconde un tesoro in bilico tra cultura, storia e tradizione. Viaggio nella capitale della Repubblica Popolare dove passato e presente si fondono. Proprio nel giorno del capodanno cinese.

Movimento perseguitato dal Partito Comunista Cinese. Un volantino e un’anziana sotto la pioggia. Un grido di dolore silenzioso.

Costerà circa quattro miliardi di dollari e non sarà solo un tributo al grande Filosofo Pensatore ma celebrerà le invenzioni e le scoperte cinesi di tutti i tempi.