il reporter è nato per dar voce a chi non ce l’ha. Per scoprire quello che gli altri guardano, ma non vedono. Per riportare fatti veri mai riferiti. Perché le storie esistono solo se qualcuno le racconta.
E nei primi tre mesi abbiamo cercato di fare questo: mantenere quella promessa presa il 4 giugno, quando iniziammo l’avventura, che è anche la nostra ambizione.
Voi, il lettori, ci avete premiato subito con grande entusiasmo: oltre trentamila pagine viste, un crescendo di utenti unici, e.mail di complimenti e anche di critica. Il sale della democrazia e del miglioramento per un progetto così giovane che, nonostante le molte difficoltà, vuole continuare a crescere.
La nostra forza è la passione, non abbiamo altro. il reporter è un sito no profit: tutto quello che pubblichiamo è il frutto di un duro lavoro di ricerca, di indagine e di scarpinate. Raccontare significa questo: camminare sempre, oltre il confine, con l’amore per la scoperta.
Lo abbiamo imparato dai più Grandi. E a loro, con l’irriverenza disincantata degli adolescenti, ci siamo ispirati. E’ vero: le nostre parole e le nostre immagini girano su Internet, il simbolo della modernità tecnologica. Ma lo spirito è quello antico del giornalista vecchia maniera.
Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo forte: i nostri esempi sono Kapuscinski e Terzani. Persone prima, reporter poi. Ci hanno insegnato molto e continuano a farlo ogni giorno. Il pensiero trascende la morte: il loro spirito vive.
E noi vogliamo continuare a fare la strada che ci hanno indicata: quella che, dopo una breve pausa estiva, torneremo a percorrere. Per raccontare il mondo.


Cento anni fa nasceva una delle più importanti riviste letterarie d’Italia. Storia di chi voleva cambiare la nazione sul filo della carta stampata. Puro concentrato d’avanguardia.

Indimenticato maestro della carta stampata. Inviato nelle viscere della Storia. Penna sublime ed esempio per le nuove generazioni d’inviati. Quando il mito incontra il reporter.

Dith Pran, fotoreporter del New York Times, famoso in tutto il mondo per aver ispirato con la sua storia il film “Urla nel silenzio” si è spento in America per un male incurabile.