Nella taverna della Casa Colonica di Vernazzano, freschissima anche senza climatizzatori, sulle mensole di legno laccato brillano bottiglie colme di rossi corposi, bianchi dal profumo floreale, rosati dalle note fruttate. L’effigie con la folta capigliatura di Annibale emerge fiera dalle etichette, proprio come lo sguardo del condottiere cartaginese.
I vigneti che circondano il casolare a pochi chilometri da Tuoro, sono complici ogni anno della rinascita del generale punico, ma anche della regina Didone. Dalle uve prodotte su queste colline nascono vini speciali, i cui nomi testimoniano il profondo radicamento del territorio con la Storia Antica e si legano al Cammino di Annibale, che si snoda poco sotto.
Perfino chi, come me, non è solito accostarsi con frequenza al nettare degli dei, resistere al suo richiamo suadente è davvero difficile. Vedo come il liquido, versato nei piccoli calici ghiacciati, scorra veloce nella gola dei commensali: nonostante sia a stomaco vuoto, cedo alla tentazione e mi faccio versare un’ombra nel bicchiere.
Se duemila anni fa lo spregiudicato Annibale lasciò l’amaro in bocca ai romani scampati al suo feroce agguato, o il gusto ferroso del sangue sulle labbra dei caduti in battaglia, oggi il suo spirito si sprigiona in un vino deciso e corposo, della stessa intensa tonalità di rosso dei grumi ematici versati sulla piana. Anche nella versione riserva, etichettata 217 a.C.
Torna alla mia mente l’amara bellezza della splendida Didone, sorseggiando il giallo paglierino imbottigliato col nome della regina di Cartagine. Servito fresco, questo Trebbiano incrociato col Grechetto, un poco acidulo sul palato, fonde le anime del limen umbro-toscano e ricorda la tragica fine della donna sedotta ed abbandonata da Enea.
Completo il trittico di assaggi con il rosato Elissa, vero nome di Didone, che rimanda alla sua natura più intima. Quella morbida, sensuale, profumata dei fiori appena colti, che esplode in tutta la sua dolcezza. Il sapore delicato e la calura mi traggono in inganno: dopo aver chiesto il bis, la testa comincia a girare, con tutti i vini che ho mischiato.
Ecco allora comparire sulla tovaglia a quadretti un vassoio di salumi, una cesta con pagnotte, del sale e una bottiglia d’extravergine, anche questo prodotto dai frantoi di granito della Casa Colonica. La salvezza per il mio stomaco, scombussolato dalle precedenti bevute. Le fette di pane sciapo imbevute d’olio mi aprono le porte del paradiso.
Il capogiro mi saluta. Ora che sono pronta per ripartire ecco l’ultimo omaggio. Accompagnato dai caratteristici cantucci, ecco un vin santo dal profumo d’albicocca seccata. Intingo cinque biscotti alle mandorle nel liquore, poi prendo coraggio e bevo alla goccia.
Esco dalla taverna e dalla sessione di degustazioni con piacevole stordimento. Sulle foglie verde scuro di vite davanti a me, piove il riflesso del sole che tramonta. Negli occhi, colori che travolgono. Sulle labbra, il sapore vivo di una pagina di storia.
INFORMAZIONI UTILI:
La Casa Colonica: www.vinimezzetti.it





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