Tocco di terra. Il frutto che scaturisce dal suo ventre mentre si lascia coccolare dal sole e dalla pioggia. Il verde delle colline venete gioca con i tanti blu del cielo. Si rincorrono. Si amalgamano, e tutt’intorno una generazione contadina che non abbandona il proprio mondo. Che lo nutre. Vigna veneta di antico e nobile lignaggio.
Il mio viaggio nelle colline del Valdobbiadene Prosecco doc. inizia con una calorosa accoglienza da parte di Daniele Bressan, laureato enologo all’università di Udine, e titolare dell’omonima azienda (che produce vino da quattro generazioni), che ha sede nel cuore di questo territorio, denominato Costa d’Oro.
Come in uno di quei film che tanto fanno sognare, eccomi immerso fra le colline del Prosecco Doc, che apprendo snodarsi nell’alta Marca trevigiana, lungo l’anfiteatro naturale che si apre tra Conegliano e Valdobbiadene (TV), a nord della provincia di Treviso. Un mondo di versanti ripidi alternati a dolci declivi, dove domina incontrastato il reticolo infinito dei vigneti.
La strada del vino, che si snoda tra codeste colline è la più vecchia d’Italia e offre al visitatore scenari unici, assieme ad una vasta possibilità di escursioni a musei, cantine storiche e castelli antichi, il tutto accompagnato da piatti tipici e vini eccellenti.
“In queste terre” mi confida il sig. Bressan, “tutto profuma di vino e di sapori buoni, figlio di una cultura enoica secolare che ha disegnato in profondità il paesaggio e l’animo di un’area tra le più incantevoli d’ Italia. La gente di qui ama le proprie radici. Ha mantenuto il gusto delle tradizioni e il piacere dell’ospitalità e dell’incontro”.
Il Prosecco è un po’ l’emblema della cultura di questo territorio (un po’ come il Chianti per la Toscana). Le sue origini si perdono in un passato lontano, ma il Prosecco ha disegnato in modo indelebile il profilo, il sapore e la vita stessa di queste terre.
Prodotto in tre tipologie (tranquillo, frizzante, spumante), il Prosecco Doc può essere degustato a tutto pasto, ma è particolarmente apprezzato con gli antipasti di pesce e i risotti e nella versione con le bollicine come aperitivo e in tutti i momenti della festa.
Senza farmi vedere, prendo una manciata di terra e la metto in tasca. Un gesto istintivo cui non chiedo spiegazioni. Guardo in una direzione e so che “dietro” i vigneti c’è Venezia. Guardo davanti loro, e ci sono le montagne Dolomiti. Ed io nel mezzo. Un precoce chicco d’uva mi lancia una generosa occhiata.





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