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Per le vie del VinItaly, in viaggio con i sapori - foto : vinItaly, delicati calici d'olio © Luca Ferrari
vinItaly, delicati calici d'olio © Luca Ferrari

Per le vie del VinItaly, in viaggio con i sapori

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Ti faccio vedere come si fa. Per prima cosa alzi il bicchiere ed esamini il vino in controluce. Devi osservare colore e limpidezza, e valutarlo. Infilaci il naso. Posi il bicchiere e gli fai prendere aria. L’ossigenazione lo fa aprire, dischiude gli aromi, i profumi. Annusa di nuovo. Ora si può bere.

Sono queste le “magiche” indicazioni che nel film Sideways (2004), Miles (Paul Giamatti) dà all’amico Jack (Thomas Haden Church) durante il loro tour nelle aziende vinicole californiane, per un viaggio (di vita) nei sapori.

Verona. VinItaly 2008. Nel panorama vinicolo, resta un must il Chianti Classico (si chiama così perché si riferisce a una zona precisa delle colline chiantigiane che riguardano alcuni comuni più parti d’altri).

“Siamo alla nostra prima presenza a questa manifestazione” mi spiega il giovane Maurizio Rossi, dell’azienda di Poggio Regini di Castellina in Chianti (SI), qui insieme ad altri colleghi del Consorzio del Chianti Classico, “L’azienda è nata nel ’69, ma abbiamo sempre venduto sfuso fino al 2005”.

“Adesso abbiamo iniziato a imbottigliare e produciamo vini, olio e grappa” continua, “A questa edizione, abbiamo portato due chianti classici, 2004 e 2006, e altri sei IGT (Indicazione Geografica Tipica), colli della Toscana Centrale”.

Vago per gli stand. Passo dal Friuli Venezia Giulia, altra terra storica di vini, al Piemonte con i suoi tipici Barolo e Barbera. Passo per l’Emilia Romagna, e subito dopo sono nelle Marche. In Lombardia. Veneto.

Atterro nel Salento pugliese dove splende la Cantina Due Palme, insignita nella passata edizione del Premio Speiale VinItaly in qualità di azienda Italiana maggiormente premiata: due Gran Medaglia d’Oro e tredici Gran Menzioni.

Depongo la macchina fotografica digitale. Concedo alle mie narici il comando delle operazioni. Mi avvicino ai singoli stand, cercando di captare un sapore diverso. Una sorta di caccia ai tesori. Mi mimetizzo fra i movimenti di degustazione. Di concentrazione ad occhi chiusi nel momento in cui il vino sfiora le prima papille gustative.

Tanto il vino merita i riflettori, quanto l’olio. Girando per il padiglione dove domina il Sud Italia, l’Asso Proli di Cosenza (Calabria) si presenta con uno stand che incuriosisce non poco.

Accanto a piccoli calici d’olio, e alle bottiglie delle singole aziende produttrici, ci sono dei mini vasettini di terra.

“L’Asso Proli presenta quattordici aziende della provincia di Cosenza, per lo più della piana di Sibari e colline presilane, che producono biologico e DOP” mi spiega la dott.sa Antonella Marano, “Noi seguiamo ogni passaggio che porta alla produzione dell’olio e facciamo in modo che adempiano agli obblighi di legge”.

“La terra che vedi” continua la sig.ra Marano, “è compost. Un ammendante per il terreno, che si ricava dalla sansa (scarti) delle olive, miscelata a vari elementi naturali fra cui foglie di olivo e sarmenti di potatura, e otteniamo così un prodotto (compost) ricco di sostanze nutritive, che restituiamo al terreno”.

Non è finita. Sull’etichetta di ogni bottiglia, c’è un codice. Basta inviarlo come sms al numero indicato, ed ecco il server centrale della società cooperativa invia tutte le indicazioni sul prodotto acquistato. Origine, chi l’ha prodotto, acidità e dà anche un consiglio di consumo.

Con oggi la kermesse scaligera si toglie lo smoking. I protagonisti tornano ad allearsi con il sole e la terra per creare prodotti di qualità. Dove bisogna alternare cure, attenzioni, passionalità, competenza.

Dietro una bottiglia, c’è una storia. C’è chi ha cantine, collezioni. C’è chi ha piccole esposizioni da salotto. C’è chi fa di ogni occasione, un momento di ammaliante prosa umana.

“Perché ami il vino?” domanda Miles all’amica Maya (Virginia Madsen) in Sidewyas, “Il vino è un essere vivente” risponde la donna “Amo pensare alla vita di un vino. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole. Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve”.

Un tramonto come una casa. In campagna come in città. In intimità come una persona come in una tavolata. Degustando. Lasciandosi trasportare da un reciproco piacere di sincero rispetto. Aprire una bottiglia, è sempre un’occasione speciale.

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"Ricette delle nuove famiglie d'Italia" di Benedetta Cucci - Pendragon, 2010

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"Intervista a Babbo Natale" di Renato Minozzi - Nuovi Autori, 2003



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