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Osterlen, la Provenza di Svezia - foto : La baia di Hanö vista da Stenshuvud © Luca Ferrari
La baia di Hanö vista da Stenshuvud © Luca Ferrari

Osterlen, la Provenza di Svezia

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La Natura incontra l’arte. Ispirandola. Portandola per mano dentro la propria fertilità. L’accecante giallo floreale si divide la platea con l’azzurro marino. La terra produce, l’uomo cura e raccoglie.

Tra muggiti e piccole serrate, l’astrazione della creatività si reinventa come membro vivo e integrante del sottobosco. Universo made in Scania, la contea più meridionale di Svezia, dove le onde del Baltico si fanno autrici e soggetti.

Dopo qualche tappa falcidiata dal freddo, l’arrivo nella cosiddetta Provenza svedese, è accompagnato da un sole caldo, e lassù, sulla collina Stenshuvud, nel cuore dell’omonimo Parco Nazionale, fondato nel 1986 e con un’ampiezza di quasi quattro chilometri, la brezza salmastra del Mar Baltico lentamente si adagia sulla Hanöbukten (la baia di Hanö), scatenando suggestioni e lunghi momenti di sguardi entro l’orizzonte.

Sempre accompagnato e istruito dalla guida Eva Roos Davidsson, sono entrato nei meandri arborei dell’area. Dopo aver interrotto lo spuntino mattutino nella stalle delle mucche, tra l’odore di corteccia e la tane nascoste dei piccoli animali, il bosco ha cominciato a rivelare le forme geometriche di David Chipperfield e Antony Gormley.

Un lavoro interpretato come meditazione sullo stato della scultura e architettura, e la loro rispettiva relazione con la luce. Massa e spazio si avvicinano alla modernità concreta inventando ombre astratte e cubiche. Lasciando al visitatore la libera scelta di trovare la miglior prospettiva per la propria esperienza interiore. Un viaggio che continua a scendere. Fino all’ultima salita. Quando il mare sul picco più alto ci riavvicina al cielo.

Abbandonata l’arte en plen air, vengo invitato a entrare nello studio dello scultore olandese Gert Germeraad. Il tempo di varcare la soglia della sua porta che un fitto odore ligneo e creta fa piazza pulita delle ravvicinate memorie acquatiche. Qualche opera moderna, ma soprattutto volti. Piccoli e grandi. Il lavoro delle sue dita infonde spessore allo sguardo, collocando frammenti d’anima nelle pupille appena appena colorate.

Dalla materia alla terra, intesa come miglior avamposto per la cultura dei sapori. Prima all’enoteca Kopingsberg che ha rilanciato la qualità del vino svedese che sogna di raggiungere i livelli di quello italiano e francese.

Poi nel forno artigianale Olof Viktors, dove un giardino-chiostro con tavolini e sedie permette ai visitatori di gustarsi morbidi panini traboccanti di frutti di mare e non, e soprattutto le soffici specialità dolciarie fatte a mano con ingredienti naturali (torte, marmellate, paste e biscotti), esportate in tutto il mondo.

Una vecchia fontana con tanto di pompa a mano e annaffiatoi in ferro battuto aggiungono quel tocco di Hansel & Gretel in più in questa autentica fabbrica naturale di sapori. Non è da meno l’antica erboristeria Österlenkryddor di Köpingebro, municipalità di Ystad, dove oltre all’acquisto, si possono seguire corsi di botanica, o documentarsi sorseggiando o mangiando qualche specialità locale.

Qui i segreti delle piante vengono tramandati e riproposti sotto forma di ricette e delicati infusi. Su un terreno di otto ettari vengono coltivate moltissime piante e spezie tra cui il rosmarino, coriandolo, seme di papavero, finocchio, timo, salvia, origano greco, menta, santoreggia, levistico, cumino. Salutato da un gentile omaggio, nel riprendere la strada verso una nuova destinazione, non ho più smesso di guardare indietro. Verso il cuore verde della Scania.

INFORMAZIONI UTILI:
Dove alloggiare: Karlaby Kro
Dove mangiare: Olof Viktors
Gert Germeraad: l’artista di Osterlen
L’enoteca Kopingsberg: il vino di Osterlen
L’erboristeria di Köpingebro: le erbe di Osterlen

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