L’uomo non riesce più a distinguere le stagioni. Simili a leggere e invisibili folate di vento, esse passano oramai inosservate. Eppure i vetri appannati dal calore delle caldarroste in pentola appartengono all’autunno. I colori accessi delle foglie che cadono, lasciando gli alberi nudi ed infreddoliti, sono propri del periodo più piacevolmente malinconico dell’anno.
L’autunno ha il sapore dell’antico e le sfumature di un quadro di Monet, che si ferma, estasiato, sulle rive della Senna ad ammirare i riflessi dell’aria nell’acqua.
Ed è autunnale l’atmosfera che respiro stasera, mentre, su una strada abbastanza trafficata, mi dirigo a Noci, paese della provincia di Bari situato su una collina delle Murge meridionali. Il silenzio delle campagne circostanti s’intreccia con un brivido di freddo provocato dal finestrino appena abbassato. Sarà un bicchiere di vino a riscaldarmi. Il riflesso dei vetri non mi permette di vedere le stelle. Il suono dello stereo fa da sottofondo.
Sulla cartina inseguo la strada che sto percorrendo. Sono vicina a Noci, ma una lunga fila di auto attende di entrare nella città. La manifestazione “Bacco nelle gnostre”, organizzata dal Parco Letterario Formiche di Puglia, festeggia quest’anno il suo decimo anniversario.
Protagonisti della sagra sono il vino novello e le caldarroste. Difficile trovare un parcheggio, sembra che tutta la Puglia (e non solo) si sia data appuntamento qui.
Profumi diversi condiscono l’atmosfera, ma domina quello intenso delle castagne. Chiudo gli occhi, mi sembra di viaggiare nel tempo, di tornare indietro, quando, agli angoli delle strade i venditori ambulanti riempivano di caldarroste piccoli sacchetti di carta che noi bambini usavamo per riscaldare le mani.
Le gnostre, vicoletti chiusi che caratterizzano il centro storico di Noci, risuonano dell’allegria dei visitatori, attratti dalle specialità esposte sulle bancarelle, tra le quali spiccano salumi, latticini e dolci.
Nelle piazze cittadine si svolgono numerose esibizioni. Incantevole il rito della vendemmia messo in scena dalla “Compagnia Stabile di Alberobello”. Davvero originale il concerto della band giovanile nocese “Voodi’A”. Non mancano le danze popolari, grazie allo spettacolo itinerante del gruppo folk “Motl La Fnodd”. A rendere ancora più particolare la serata contribuiscono le serenate in onore del dio del vino.
Le risate di alcune persone attirano la mia attenzione. Mi avvicino alla comitiva che sta assistendo a un simpatico show di giocoleria. Scatto qualche foto, poi decido di iniziare con gli assaggi. Lungo il percorso che conduce all’ “angolo della Dulciar”, la nota azienda di Noci produttrice di cioccolato, incontro il gruppo “Ntartien”, giovani artisti di strada.
Sorseggio un bicchiere di cioccolata calda e inseguo con lo sguardo gli sbandieratori di Carovigno (Br). Mi capita, per caso, tra le mani un volantino: «A dicembre “Pettole nelle gnostre e cioccolato in sagra”». Ma questa è un’altra storia.





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