3 settembre 1260, Guelfi e Ghibellini aspettano l’alba per darsi battaglia nella piana di Monteaperti (SI). 31 Agosto 2007. Per il settimo anno consecutivo, il Comitato “Passato e Presente” e il comune di Castelnuovo Berardenga, ripropongono la sfida fra fiorentini e senesi in campo poetico/culinaria, con un fine solidale.
A beneficiare dell’evento, che si svolgerà nel granaio ottocentesco di Monteaperti, il progetto per il Burkina Faso “1 scuola, 100 pozzi e 1001 biciclette”. Nato nel 2004 grazie all’iniziativa di Magis ONG, il finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la collaborazione del Comitato “Bici d’Italia in Africa”, il programma prevede anche l’acquisto e l’invio di 1001 biciclette del piccolo comune di Dissin. Così agendo, per i giovani sarò più facile raggiungere le varie sedi scolastiche, spesso distanti più di un’ora di cammino dai loro villaggi.
Dalla guerra alla pace dunque, passando per la partecipazione. Non si può non essere testimoni di tutto ciò. Non voglio mancare. Mi organizzo e parto. Giunto a Firenze dalla città lagunare, riesco a prendere l’autobus per Panzano in Chianti con una corsa disperata dopo l’ennesimo ritardo di Trenitalia.
Ad attendermi a Panzano, c’è il capitano di parte guelfa della serata, Dario Cecchini, famoso macellaio tanto in Italia quanto negli Stati Uniti (e non solo). Da Panzano a Monteaperti è una gitarella di un’ora di macchina circa, tutta a tornanti. Per un “tritone” come il sottoscritto, sarà una bella sfida. Arrivo un po’ ammaccato. Ma col sopraggiungere delle prime portate (e con lo stomaco che inizia a riempirsi) e la convivialità dei commensali, tutto si sistema nel migliore dei modi.
Nel menù, rigorosamente pietanze fiorentine e senesi. Si parte con gli antipasti: buristo (insaccato suino caratterizzato dalla presenza del sangue maiale), finocchiona, soprassata e i celebri crostini toscani col patè di fegato d’anatra. Primi piatti: zuppa di ceci, pappardelle sulla nana (d’anatra, in toscano). Secondi: carpaccio di chianina, coniglio, anatra in umido. Il tutto innaffiato dai vari Chianti della zona. Dolce: schiacciata d’uva appena sfornata accompagnata dall’immancabile Vin Santo.
Sono oltre 300 le presenze, con più senesi che fiorentini. Molte anche le personalità intervenute, a cominciare dall’Assessore alla Cooperazione Internazionale, Perdono e Riconciliazione fra i Popoli della Regione Toscana, Massimo Toschi. A condividere i cibi e l’atmosfera ci sono anche Roberto Bozzi, sindaco di Casteluovo Berardenga, Luca Bonechi, vice-presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Daniela Cei, presidente Comitato Passato e Presente e Padre Umberto Libralato, M.A.G.I.S (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo).
Cerimonieri della serata, per la parte senese Simone Brogi, per quella fiorentina, come detto, Dario Cecchini. Fra le pause delle varie portate, si passano il microfono. Si scambiano battute. Non solo bischerate però, la causa è importante. E oltre ai 35 euro che ogni persona ha pagato per questa cena di solidarietà, verso la fine del desinare, è stata organizzata una piccola lotteria con offerta libera.
Intermezzi musicali allietano la serata con melodie etniche africani di Gabin Dabiré prima, e il tenore Roberto Brugioni accompagnato al piano da Aurelio Zarrelli dopo. Presente alla cena anche Anna Maria Russo, autrice di “I cavalieri del Giglio”, il libro che narra della storia di Farinata degli Uberti (emblema toscano in quanto a orgoglio, ideali e coraggio) e della battaglia di Monteaperti.
Il tutto si conclude oltre mezzanotte. Si riparte nell’oscurità. Facciamo poche centinaia di metri e il veicolo effettua un’improvvisa inchiodata. Un goffo tasso ci sta attraversando la strada. Un piccolo gesto in nome di un’altra vita che prosegue. Ehi, i sogni sono alla portata di tutti. Il lieto fine dipende solo da noi.





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