Siamo in Germania, affacciati sul Reno, nel regione Westfalia. Colonia. Ricca città di musei, chiese romaniche, edifici storici e un numero imprecisato, sempre in crescita, di ristorantini tipici e di birrerie dove si serve un particolare tipo di birra bionda locale.
Qui, oltre all’odore umido delle acque del Reno, ai profumi di patate cotte e di altre leccornie tedesche, si trova un museo che è una vera prelibatezza multisensoriale. Un luogo di incanto fatto di morbidezza, di lussuriosi piaceri del palato, di immagini voluttuose e di sapori peccaminosi.
Un luogo, olimpo degli dei, che fa gola. Letteralmente. E’ il museo della cioccolata, Schokoladen Museum, uno sfavillante tempio rivolto all’arte del cioccolato. Dalla natura alla tavoletta. Dal seme alla lavorazione.
Definito, dall’antico popolo azteco, l’elisir degli dei, è una delle più grandi passioni di adulti e bambini. E qui, valicato l’ingresso, ampio, spazioso che accoglie il visitatore come un’avvolgente carta stagnola ospita il suo prezioso contenuto color bronzo, si trovano il negozio di cioccolato e la caffetteria.
Il percorso inizia dalle origini della pianta di cacao. Video, espositori, fotografie, dati analitici, tutto è realizzato per coinvolgere e per essere interattivo. E’ la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka in cui vivono gli Umpa Lumpa, l’immaginaria popolazione di bizzarre creature, nate alla fantasia di Roald Dahl, scrittore britannico.
Il Museo ospita diverse sale e una particolare mini foresta. Una sorta di serra dove la temperatura e, soprattutto l’umidità, è elevata per ricreare l’ambiente natio del cacao. Si entra in questo piccolo magico mondo della natura e, lì, a sovrastare il capo c’è lei. La signora del cacao. Una svettante pianta dalla foglie enormi, di un verde intenso.
Il viaggio sensoriale prosegue verso le altre sale. Poco alla volta come se si gustasse un morso di cioccolato. Si scioglie lentamente nella bocca. Il Reno guarda i visitatori del Museo che si adagia proprio sul fiume.
E in una camera circondata da vetrate è allestita una fabbrica di preparazione del cioccolato. Da liquido a quadratino. Incartato singolarmente e poi, con l’aiuto di un’addetta, confezionato in sacchetti.
Il tripudio di questa parte del percorso è la fontana di cioccolata. Le vetrate la riflettono nel fiume. E’ color oro e richiama i grossi frutti di cacao. Nella parte bassa, piccole cannule lasciano scorrere l’elisir dolce che si riversa in una vaschetta.
Un’altra addetta, moderna Umpa Lumpa, intinge un biscotto nella cioccolata e lo offre ai visitatori. Il sorriso degli adulti non è inferiore a quello dei bambini. Ai piani superiori, vecchie stampe pubblicitarie, filmati d’epoca sul cioccolato nella società, curiosità, allestimenti di locali in stile coloniale. Insomma, un piccolo mondo che fa girar la testa.





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