Ottobre. Autunno. Un gradevole profumo di caldarroste avvolge, invitante, strade e piazze della mia città, mentre le foglie, agonizzanti sui rami degli alberi, muoiono ad una ad una, silenziosamente; il loro manto rende muto il passo del viandante, incurante di questo prodigio della natura: un tappeto degno del più grande dei re, fatto di nuvole d’oro, accompagna il suo frettoloso cammino.
Le stagioni, abili artiste, dipingono la loro breve vita sulle foglie; il vento, invidioso di tale talento, raccoglie e nasconde, in un luogo ignoto, ogni singola storia.
Nonostante il cielo sia terso e cristallino e le stelle brillino in tutto il loro naturale splendore,un freddo pungente anticipa l’arrivo dell’inverno. Si prevedeva pioggia, invece il tempo si è rivelato favorevole alla realizzazione della manifestazione che, nelle giornate del 12, 13 e 14 Ottobre, ha visto protagonista Altamura (Ba), la città del pane.
Due gli eventi che hanno avuto luogo, i giorni scorsi, nell’affascinante comune pugliese: la seconda edizione de “Le vie del Pane”, una festa del pane di qualità, e “Sapori di sera”, un percorso gastronomico tra le antiche vie del centro storico, che hanno come sfondo una imponente cattedrale, risalente ai tempi di Federico II di Svevia.
In una sua poesia, Gianni Rodari affermava: «S’io facessi il fornaio / vorrei cuocere un pane /… più grande del sole, / dorato, / profumato come le viole…»; Predrag Matvejevic scrive: «Il pane è il mondo», ed ancora: «Tra le molteplici vie che solcano il bacino del mediterraneo, delle arti e dei mestieri, delle scienze e delle conoscenze, dei metalli, dei tessuti, delle spezie e degli alimenti, c’è, particolare e unica, quella del pane».
Pane e vita. Pane e letteratura. Pane e terra. Pane e cultura: durante le tre giornate dedicate a questo alimento essenziale nell’alimentazione di ogni singolo uomo, il pane di Altamura (la sola Dop, denominazione d’origine protetta, europea nella categoria “panetteria e prodotti da forno”) ha incontrato i companatici certificati (prosciutto di Parma, parmigiano reggiano, olio extravergine, grana padano). Durante la giornata conclusiva, il principale “biglietto da visita” della cittadina murgiana è stato distribuito gratuitamente a tutti i passanti e visitatori, che ne hanno potuto assaporare la fragranza semplice ed unica allo stesso tempo.
Ho intrapreso il mio viaggio nella gastronomia altamurana partendo da Porta Matera, dove la musica house/divertentismo di Dj Paolo Dee da Messina non solo ha attratto persone di ogni fascia d’età, ma ha anche accompagnato la degustazione di fave e lenticchie con sugo di salsiccia e pane tostato. Qui il gruppo rock Enemy’s Blood si è esibito nella serata conclusiva.
Dopo il salato, il dolce. Proseguendo per C.so Federico II, inebriata da profumi antichi e sempre nuovi, ho potuto assaggiare, nei pressi della Palazzo Prelatizio (vicino alla Cattedrale), mostaccioli e marzapane, accompagnati da un goccio di Padre Peppe (liquore di noci attribuito ad un frate del XVII secolo).
Un autentico tuffo nel passato in Piazza Repubblica, dove mi è stato possibile ammirare prodotti di artigianato e di antiquariato esposti su diverse bancarelle e dove ho potuto gustare le tradizionali pettole, pallottole (che, poi, assumono varie forme, a seconda della fantasia di chi le mangia) di pasta lievitata molto morbida, fritte nell’olio bollente (piatto tipico natalizio).
Un viaggio fra i sapori, i profumi e le tradizioni di questo affascinante comune pugliese, quello dei giorni scorsi, non solo per riscoprire le proprie origini e per riacquistare la propria identità, ma anche, semplicemente, per trascorrere una serata all’insegna del folklore e della saggezza antica.





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