Grattacieli. Central Park. Il ponte di Brooklyn. Manhattan. Il crepuscolo e le correnti atlantiche caricano la città simbolo nord-americana di ancora più atmosfera.
Nel cuore economico degli Stati Uniti. Una vista a spicchi sulla Grande Mela a 320 metri d’altezza in un freddo pomeriggio d’inverno, mentre lì su nevica e sotto nessuno se ne accorge.
Prosegue il viaggio nelle acque tropicali fra sabbia fine come il talco e palme da cui scrutare il limpido orizzonte. Baie, crateri e piccoli boschi. Angoli paradisiaci da cui tuffarsi senza sosta.
Viaggio in una terra formata dal fuoco dei vulcani. Un lungo ininterrotto assolo di spiagge, calette e anfratti dove gli echi pirateschi si inseguono fra scogli e reef, sparsi qua e là.
Sulle rotte di Sir Francis Drake e Jack Sparrow, dove le correnti sono ritrattisti di sguardi, le nuvole, ombrelli da cui farsi coprire, e le Isole Vergini, patria di scenari indescrivibili.
Viaggio nell’Europa Orientale. Prima capitale delle Cecoslovacchia, poi della sola Repubblica Ceca, ma sempre e comunque, la città “delle cento torri”.
Viaggio nelle architetture ceche: un crogiuolo di stili che si inseguono dal gotico al barocco, influenze rinascimentali, rococò, liberty e molto altro ancora.

La prima notte dormita in camper, in uno spiazzo deserto accanto all’Highway 211, in Virginia. L’ululato del vento, un tappeto di stelle, la strada buia e infinita. Il silenzio innaturale delle grigie colline che ci circondano.

Nel sud della Francia, tra basse colline sovrastate dalle viti, si incontra una cittadina vestita ancora con abiti medievali e che accoglie i visitatori nel suo suggestivo borgo antico.

Costeggiando la natura in quota fino ad arrivare al “Grande Campanaro”. Quanto meno con l’immaginazione, per ora. Da fine ottobre a maggio non è raggiungibile. Il suo bianco cristallino risplende dall’alto dei suoi quasi 4000 metri.