
Viaggio nel Medeber, il “caravanserraglio” all’epoca degli italiani, un luogo al centro città dove si lavora all’aperto ferro, legno e qualsiasi altro materiale. Qui non si butta via. Tutto viene trasformato.

Improvvisate partite di calcio in sandali sull’asfalto. Lungo la Hernet road, come nel resto della città, ci s’incontra e ci si ferma a chiacchierare. Si beve un caffè e si legge un libro. Si compra e si vende. E di notte, si passeggia sereni.

Alla scoperta della capitale dell’Eritrea, dove la vita per strada regna sovrana. Complice la luce del sole si vive e ci si relaziona fino a sera, quando lo spettacolo celeste regala un’emozione in più.

Niente mezzi pubblici né bici. Le proprie gambe sono il mezzo migliore per scoprire la quotidiana bellezza di questa capitale africana. Un mondo dove un saluto sincero è una continua costante tra gli asmarini.

C’è qualcosa di misterioso nel fascino di questa realtà africana sulla costa del Mar Rosso. La città è semideserta, gli edifici distrutti e il porto praticamente abbandonato. Eppure, una semplice visita non ci soddisfa. Ci si ritorna sempre, attratti magneticamente dal suo “richiamo”.

Relitti di navi. Edifici sventrati e un porto abbandonato. È il fascino misterioso della città eritrea, nella regione del Mar Rosso Settentrionale.
