
Viaggio nel ghetto ebraico di Venezia, tra i bambini corrono instancabili nel Campo de Gheto Novo. La comunità locale è sempre vestita in modo tradizionale. Le sinagoghe. La soffice aroma delle dolci “lampade” e di altri piatti della tradizione giudaica.

Lungo le strade di Washinton DC. Passando per la residenza presidenziale, la National Portrait Gallery, il Jefferson Memorial e il Ford’s Theatre dove Abraham Lincoln venne asaassinato.

Soffiano le correnti della baia newyorkese. La Statua della Libertà vigila serena. Negli sguardi delle fotografie d’epoca, le speranze di milioni di persone giunte da ogni dove per ricominciare.

Una verde vegetazione riveste le bellissime scogliere di Cabo daRoca, Portogallo. Si scorge anche il faro, risalente al diciottesimo secolo, e abitato fino al 1970 soltanto dai suoi guardiani.

Il ponte dei Sospiri intasato da migliaia e migliaia di maschere. Delicati volti femminili sotto soffici copricapo. Qualche nostalgico Corvo, e perfino un Braveheart talmente simile all’originale (interpretato dall’attore Mel Gibson), da far pensare che fosse realmente lui.

Mondi confluiscono. Un ballo. L’antico Oriente e il moderno. Unione. Improvvisazione di gruppo in perfetta sintonia. Nascono nuove performance umane. La bellezza della danza diventa momento di crescita.

Ogni prima domenica di settembre il Canal Grande diventa l’anfiteatro per storia e sport. S’inizia con il colorato corteo guidato dall’imbarcazione Serenissima. Sulle barche sventolano fieri anche i colori statunitensi, francesi, le stelle della UE.

Percorsi naturalistici lungo l’area golenale del Po. L’area erbosa dei boschi. L’orizzonte acqueo s’impossessa dei miei pensieri. Il sole gioca a nascondino. I riflessi arborei inzuppano nuovi abbordaggi di radici.

Dei banali lavori sul territorio si sono trasformati in una miniera di storia dell’antichità. Stele, anfore, mosaici. Reperti di oltre duemila anni fa per comprendere i primi abitanti dell’antica Brixellum.

I volti. Le battute. Un intero mondo sotto mano. È il museo Peppone e Don Camillo. La storia della politica di allora rivive nei film. E nei colori delle immagini (e non solo) d’epoca.
