
Sulle vette bellunesi il sole rimbalza su ogni niveo cristallo. I giganti montani, come il maestoso Monte Pelmo (3169 m s.l.m.), scrivono nuove pagine del mio diario aperto. Da quassù, su Col dei Baldi, c’è solo spazio per il bianco.

Tonalità tardo-autunnali pettinano la vegetazione mentre l’acqua si diverte a riflettere ogni cosa. Montagne, alberi e perfino qualche pensiero poetico in libera uscita.

La brina del mattino colora prati e oggetti. Abbandonata la Val Pusteria, inizia il viaggio fino a quasi 1500 metri per raggiungere lo specchio d’acqua alpino la cui vicina chiesetta reclama subito uno sguardo delicato.

Immaginate un ballo che affondi le sue radici in una terra indefinibile. Dove un passo diventa un attimo dopo esperienza, e l’ondeggiamento del ventre tramanda l’unione multiculturale che ci ha forgiato uniti, e distinti.

In cabinovia fino ai Piani di Pezzè (1465 m.), e poi da lì in seggiovia fino al Col dei Baldi (1922 m.), con i piedi che galleggiano nel vuoto mentre il panorama dolomitico mi penetra sempre più dentro.

Un’immensa distesa bianco-ghiacciata nasconde il celebre lago, ad Alleghe, nel bellunese. Un rilassante giro di ricognizione prima di salire in cima con la cabinovia ai Piani di Pezzè, e poi in seggiovia a Col dei Baldi, dinnanzi al Monte Pelmo.

Orme di zoccoli. Odori agresti imperniano gl’immensi spazi fieristici della città di Romeo e Giulietta. Benvenuti nel mondo di Fieracavalli, la più importanta rassegna internazionale del panorama equestre.

Un movimento del bacino si traduce in sensuale delicatezza. Viaggio nella storia e nel presente della danza del ventre il cui fascino nasce anche dalla tecnica delle sue interpreti, come il Gruppo Shams del Lido di Venezia.
