
Viaggio sotto la parete rocciosa della Croda del Becco (2810 m.), davanti a uno degli specchi d’acqua più profondi della provincia di Bolzano. Fra radici e bagliori. Dentro un nuovo ritratto di pura Natura.

La brina del mattino colora prati e oggetti. Abbandonata la Val Pusteria, inizia il viaggio fino a quasi 1500 metri per raggiungere lo specchio d’acqua alpino la cui vicina chiesetta reclama subito uno sguardo delicato.

Dal Comelico veneto alla Val Pusteria alto-atesina. Viaggio in mezzo ai boschi e sotto le montagne già innevate, per poi abbandonare i centri abitati e dirigersi verso le acque lacustri di montagna.

Sotto l’imponente Cima Dieci (2965 m s.l.m.), conosciuta anche come Croda Rossa (in tedesco, Sextener Rotwand), pascolano placidi alcuni esemplari di renna. C’è chi sonnecchia. Chi si fa carezzare e chi si va a sgranchire gli zoccoli, da solo o con una piccola slitta attaccata per la gioia dei bambini.

Il sole si diffonde sopra e sotto le acque lacustri di un bacino artificiale. Lassù, a 1143 m. Sull’Altopiano della Sila Grande, in provincia di Cosenza. Tra Camigliatello Silano e Longobucco.

Sotto il Canada, dove scorre il fiume Missouri ci sono infinite vallate. Una strada tutta da gustare e assaporare. La luce del sole che rimbalza dal cielo a un lago per poi schizzare di nuovo alta fra le soffici nuvole.

Tonalità tardo-autunnali pettinano la vegetazione mentre l’acqua si diverte a riflettere ogni cosa. Montagne, alberi e perfino qualche pensiero poetico in libera uscita.

Viaggio fra boschi e montagne, fino ad arrivare alle sponde del più grande lago del Cadore. Uno specchio d’acqua incastonato fra quelle Dolomiti che non hanno eguali al mondo.

L’impeto dell’acqua segue il proprio corso. Inarrestabile. E l’aria sempre più fresca. Poco distante intanto, in un placido lago, pesci e libellule intonano una danza aero-marina.

È la musica del vento che accompagna lo sguardo sul Trasimeno da Monte del Lago. Nuvole ingarbugliate, cirri cremosi si specchiano nelle calme acque che sfiorano il bianco pontile. Come una mano aperta, il medievale borgo accarezza ottocentesche ville, sfiora rocce, cipressi e abeti, per immergersi come d’incanto tra i canneti lacustri.
